Orestea / Agamennone, Schiavi, Conversio – Anagoor | Semifinalista

Orestea / Agamennone, Schiavi, Conversio

Anagoor – Castelfranco Veneto, Tv

anno 2018 – 1 min – colore – italiano

di Anagoor
regia Simone Derai
editing Andrea Pizzalis
riprese Giulio Favotto
sound Mauro Martinuz
con Marco Ciccullo, Sebastiano Filocamo, Leda Kreider, Marco Menegoni, Gayané Movsisyan, Giorgia Ohanesian Nardin, Eliza G. Oanca, Benedetto Patruno, Piero Ramella, Massimo Simonetto, Valerio Sirnå, Monica Tonietto, Annapaola Trevenzuoli

Note sul teaser

Orestea / Agamennone è il crepuscolare primo episodio della trilogia eschilea è narrato da un trailer elettrico e vorticoso, che non tiene conto e anzi forse tradisce il reale passo della messa in scena, ma restituisce la violenza latente e la tensione che pervade la scena dall’inizio alla fine del dramma. Nell’impossibilità di restituire una narrazione cronologica, il trailer frantuma la narrativa per restituire pattern, sguardi, rotazioni, gesti violenti, vicinanze intime e pesantezze, non detti, omertà. Fino all’enigmatica sospensione della voce di Clitemnestra che con melliflua calma accoglie il re suo marito occultando una rete di vendetta sotterranea.

Note sullo spettacolo

Orestea / Agamennone, Schiavi, Conversio è un punto d’approdo e insieme un punto di vista, uno sguardo fissato sulle «macerie dell’Occidente». Anagoor esplora la più antica delle trilogie tragiche, l’unica ad esserci giunta completa. Quale ripercussione può avere nelle nostre vite un’opera antica come l’arte teatrale stessa? È un doppio interrogativo quello che Anagoor rivolge al teatro e più in generale all’arte. La risposta sta tutta nella messa in risalto degli elementi extra storici della tragedia: gli esseri umani più che gli eroi, e i loro sentimenti, la perdita di punti di riferimento metafisici che li tutelino di fronte al male. Così questa è «un’opera sull’Orestea di Eschilo, prima che una riduzione o un trattamento della stessa»: una vicenda umana che attraversa l’antica Grecia per approdare alla contemporaneità. Il risultato è solenne: tre ore e mezzo, divise in due tempi, di parole, musica, danza, espressioni della performance come festa sacra.

La Compagnia Anagoor è fondata a Castelfranco Veneto nel 2000, configurandosi fin da subito come un esperimento di collettività. Oggi alla direzione di Simone Derai e Marco Menegoni si affiancano le presenze costanti di Patrizia Vercesi, Mauro Martinuz e Giulio Favotto, mentre continuano a unirsi artisti e professionisti che ne arricchiscono il percorso e ne rimarcano la natura di collettivo. In questi primi vent’anni di attività ha saputo ritagliarsi una particolare attenzione in contesti teatrali e musicali italiani ed europei, fino al Leone d’Argento-Biennale Teatro 2018. Il teatro di Anagoor risponde a un’estetica iconica che precipita in diversi formati finali dove performing art, filosofia, letteratura e scena ipermediale entrano in dialogo, pretendendo tuttavia, con forza e in virtù della natura di quest’arte, di rimanere teatro. Dal 2010 la compagnia fa parte del progetto Fies Factory di Centrale Fies – art work space.

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