Oh Maggio a Nicolini di Giuseppe Rebecchini. Per gentile concessione di Marta Calzolaretti

Quando Roma smette di meravigliare. Sulle (dis)ragioni della giunta cinquestelle di mettere fine all’Estate romana di Ottavia Nicolini

Gentile Sindaca Virginia Raggi,

Gentile Vicesindaco e Assessore alla Crescita Culturale Luca Bergamo,

ho esitato un paio di settimane prima di scrivere queste righe. E forse non l’avrei fatto se non fossi stata stimolata dalle numerose reazioni che ho letto sui social media. Da parecchi anni infatti nolente o volente ho lasciato la città di Roma trasferendomi a Francoforte sul Meno così come ho pensato che, in linea di massima, non sarebbe toccato a me difendere l’opera di mio padre Renato Nicolini, nota come Estate romana. Eppure, quando ho ascoltato le parole della Sindaca in conferenza stampa e qualche giorno dopo letto la lettera del Vicesindaco pubblicata su La Repubblica[1] in cui venivano spiegate le presunte ragioni che hanno portato a voler “superare” la visione dell’Estate Romana per creare “Romarama” non ho potuto fare a meno di prendere parola. Se non altro per cercare di uscire da quella condizione di sbigottimento, sorpresa e amarezza con cui ho reagito apprendendo questa notizia.

Voi affermate di voler andare oltre quell’esperienza ma così facendo non vi rendete conto che, cancellando il nome dell’Estate romana, avete di fatto contribuito a dissipare e sprecare uno dei pochi tesori nascosti che la città di Roma aveva ancora da offrire ai suoi abitanti. Con questa scelta avete deciso di tagliare quel filo immaginario e simbolico con il passato per fare un salto nel nulla, visto che il termine Romarama di per sé non evoca nulla se non un brand da supermercato in stile giapponese e/o una città rognosa (grazie alle macchie presenti sul gatto) o tutt’al più al più grama quale Roma(g)rama[2] o Romamara sembra ormai esser diventata. Intendiamoci, sicuramente il Vicesindaco ha ragione nel constatare che le manifestazioni culturali dell’Estate romana riproposte a partire dagli anni ´90 da Gianni Borgna erano ben diverse da quell’effimero durato nove anni con cui mio padre stesso, ironicamente, amava ricordare il periodo del suo Assessorato[3] (tutt’altro che futile) con cui dal 1979 al 1985 sotto le mitiche giunte rosse di Argan, Petroselli e Vetere, la città di Roma si è affermata sul panorama internazionale come centro propulsore di cultura[4]. Situazione dunque ben diversa da quel solito e ripetitivo “mercatino delle vacche”[5] finalizzato ad attrarre turisti e a far diventare il centro di Roma uno spazio di consumo aperto 24 ore su 24 con cui le ultime edizioni dell’Estate romana avevano condannato Roma.  E tuttavia con questa sostituzione nominale avete portato a termine (consapevolmente o inconsapevolmente) l’ultimo atto di quella Damnatio Memoriae a cui l’assessorato di mio padre è andato paradossalmente incontro. Uso questa espressione non a caso. Le vicende dell’Estate romana sembrano infatti essere caratterizzate da un fenomeno curioso, a tratti da vera e propria dissociazione secondo cui, se da un lato quest’esperienza è ancora viva e ricordata con molto affetto delle cittadine e dei cittadini di Roma che l’hanno vissuta in prima persona – dunque costituendo una sorta di pietra miliare in quella che potremmo azzardarci a definire la storia orale della città di Roma – dall’altro lato essa invece è quasi del tutto assente dalla storia ufficiale della città. Nonostante gli sforzi già avviati sotto il Sindaco Marino e grazie al prezioso aiuto del Presidente della Regione Zingaretti concretizzatesi nella creazione della Sala Renato Nicolini e del Fondo Nicolini presso l’Archivio Storico Capitolino[6] per cercare di salvare dall’oblio questa parte della storia di Roma, sono di fatto ancora pochissimi gli studi scientifici che si sono veramente interessati a quel periodo. A conti fatti esisteranno sì e no a mala pena una decina di testi tra libri e riviste che hanno cercato di ricostruire quegli anni, interrogando il successo dell’Estate romana nella sua complessità e analizzandola nei suoi risvolti politici, urbanistici e storici[7]. Se infatti ‘il fenomeno di Nicolini come Assessore alla Cultura’ è prettamente incastonato in quella particolare costellazione storica della fine degli anni ’70 e inizio anni ’80 che ha reso indubbiamente unica e irripetibile quella stagione, ciò non toglie, a noi posteri, il compito di indagare quella miscela per cercare di riproporla in una nuova versione aggiornata, riveduta e corretta al tempo presente, come del resto è stato ribadito appena qualche mese da un articolo pubblicato per il Corriere della Sera in cui l’autore, Maurizio Caprara coraggiosamente evocava un intervento creativo, innovativo e visionario alla Renato Nicolini, “uno scatto analogo di reni” per risollevare le sorti della cultura a Roma in epoca di Coronavirus e Post-Coronavirus[8].

Ma questa Amministrazione, annunciando Romarama, non mi sembra assolutamente intenzionata a proseguire questo cammino, preferendo dunque ancora una volta dissipare e sprecare l’ennesima cosa buona presente nella città. Anzi, essa sembra piuttosto intenzionata a volersi frettolosamente liberare dal confronto (scomodo) con il passato, disfacendo e buttando giù a caso, come un bambino, qualsiasi costruzione che appare alla sua vista, dimostrandosi in questo del tutto incapace di discernere ciò che di buono si era costruito e sedimentato nel tempo da quello che invece deve essere cambiato per far spazio a una nuova visione di città.   Ma qualsiasi teoria psicologica a buon mercato insegna che non ci si può liberare del passato senza prima aver fatto i conti con esso.  E su questo punto, in quanto figlia, permettetemi di darvi dei consigli. Non è stato facile neanche per me confrontarmi con la figura di mio padre, con quel padre assente privatamente e presente pubblicamente, capace di stupire con poco e di farsi perdonare anche le carenze più evidenti grazie alla sua ironia e al suo sorriso. Eppure dalla sua morte in poi, come capita in qualsiasi elaborazione del lutto, ho cercato di ricostruire diversi passaggi per cercare di appropriarmi di ciò che avrei voluto conservare e ciò che invece avrei voluto dimenticare. Permettetemi allora di mettervi a parte delle mie riflessioni sul segreto del successo dell’Estate romana, riflessioni che non hanno assolutamente la pretesa di indicare una via quanto piuttosto di mostrare principalmente un atto di cura nei confronti di un padre che non c’è più, come capita a tutte quelle persone che si vogliono prendere cura del proprio passato.

Tre sono stati, a mio giudizio, gli elementi decisivi che, cristallizzandosi tra di loro, hanno dato vita a quell’esperienza generazionale unica e irripetibile dell’Estate romana dal 1976 al 1985: a) il suo carattere di novità; b) l’energia immaginativa che ha saputo sprigionare e c) quella che si potrebbe definire come la creazione di una cittadinanza pubblica felice.

Iniziamo allora dal primo elemento: il novum che la manifestazione dell’Estate romana, ai suoi inizi, ha saputo creare. Roma, con le sue bellezze archeologiche, alla fine degli anni ’70 era infatti una città sì in forte espansione ma anche in profondo cambiamento: la sua periferia cresceva esponenzialmente e non tutti i cittadini avevano accesso ai suoi tesori nascosti, situazione in fondo non dissimile da quella di oggi. Inoltre, proprio perché bisognosi di tutela, i suoi beni archeologici erano come avvolti da una patina dorata, in fondo patrimonio di poche persone colte in grado di usufruire e godere della loro visione. Non a caso allora, la prima manifestazione che apre l’Estate romana, segnandone fin da subito il suo successo, si svolge proprio al centro della città di Roma, dentro la Basilica di Massenzio, spazio non nuovo di per sé ma fino ad allora utilizzato dall’Accademia di Santa Cecilia per i suoi concerti estivi[9]. Con la rassegna cinematografica Cinema epico, svoltasi dal 25 Agosto al 18 Settembre 1977 “un luogo considerato di élite, riservato ai colti e dunque ai pochi”[10] viene aperto, per la prima volta, a un pubblico più ampio che, attratto da un’offerta culturale variegata, entra, spesso per la prima volta, proprio nel suo centro storico, instaurando così un forte legame di appartenenza con la città e la comunità dei suoi abitanti. Il primo segreto dell’Estate romana ha poggiato dunque in prima istanza sulla possibilità di questo incontro inedito tra classi sociali diverse, in cui i gusti culturali invece di creare barriere hanno fatto da apripista, invitando le persone a interagire gli uni con gli altri invece che circoscrivere ognuno nel suo recinto abitativo e culturale. Quel mix sapientemente dosato di “cultura alta” e “cultura bassa” è riuscito a gettare un ponte tra immaginari sconosciuti, portando la periferia in centro e il centro in periferia. Anzi, direi di più, dissolvendo in qualche modo, anche se solo per una sera, la distinzione tra centro e periferia.

E con questo passo al secondo elemento, quello dell’immaginario collettivo. Attraverso la proiezione notturna sul grande schermo resa possibile da allestimenti effimeri in luoghi inusuali della città si è andati a lavorare proprio sull’immaginario, evocando sogni e desideri nascosti in ognuna e ognuno di noi. Rivivere la grande città di notte, d’estate, in un tempo diverso da quello della routine quotidiana apre di per sé lo spazio urbano alla meraviglia, allo stupore di fronte all’inconsueto, all’altro da noi, a ciò che non si è ancora mai visto. Vedere al Colosseo su tre schermi costruiti appositamente il Napoleon di Abel Gance, un film muto della durata di 4 ore, accompagnato dall’Orchestra dell’Opera di Roma sotto una pioggerellina leggera è sicuramente un’esperienza rarefatta, al limite tra la realtà e l’immaginazione. E proprio questo senso di meraviglia che la comunità urbana può evocare è alla base di quell’esperienza del “meraviglioso urbano”[11] con cui mio padre amava descrivere quell’incontro inaspettato tra la città, i suoi luoghi e i suoi abitanti che è anche un incontro/scontro di sogni, aspettative, progetti, opinioni e punti di vista che rendono viva la comunità urbana. Con l’Estate romana, come ha ricordato proprio Jack Lang, dopo la proiezione del Napoleon al Colosseo: “c’era la sensazione che quello che Renato chiamava “meraviglioso urbano” fosse proprio realtà[12]“. Dunque qui, nel secondo segreto, si ha a che fare principalmente con un intervento culturale che gioca tra la città e la sua proiezione, proponendo coraggiosamente delle visioni urbanistiche capaci di modificare poi di fatto non solo l’immaginario personale di ognuna e ognuno di noi ma anche la composizione urbana della città stessa. Ricordiamo infatti che dopo il successo di Massenzio al Colosseo è stata pedonalizzata l’area accanto al Colosseo, togliendolo alla sua funzione di rotatoria spartitraffico così come in seguito alla creazione di parco Centrale a via Sabotino è stata impedita l’ennesima speculazione edilizia per destinare l’area a parco pubblico.

E infine eccoci giunti al terzo e ultimo ingrediente segreto: l’attivazione di una esperienza culturale di felicità pubblica che è stata in grado di creare una comunità di cittadine e cittadini innamorati della propria città, andando oltre il concetto di mera cittadinanza. L’esperienza dell’Estate romana è diventata un’esperienza generazionale proprio perché ha permesso di sperimentare insieme una forma di “felicità pubblica”, di “appartenenza gioiosa” alla città di Roma nel suo complesso, così come è stata in fondo espressa da Lucio Dalla nella canzone “La sera dei miracoli” dedicata alla Roma nicoliniana delle Estati romane[13]. Una sera d’estate, una sera di gioia, una sera in fondo dove tutto è possibile e in cui si guarda avanti, fiduciosi in un futuro prossimo che ancora non è arrivato ma che arriverà.  Un momento di gioia collettiva in cui ci si riscopre amanti di questa città meravigliosa, antica, rinascimentale, barocca e moderna allo stesso tempo in grado di stupire e affascinare come nessun’altra città del mondo.  E lasciatemelo dire proprio con lo sguardo di chi ormai trasferitosi all’estero guarda Roma con incantata nostalgia.

Cancellare l’Estate romana significa allora seppellire l’ennesimo tesoro nascosto di questa città, non amarla, lasciarla incustodita e alla mercé di qualsiasi offerente, farla diventare un ennesimo contenitore senz’anima che deve essere riempito per intrattenere il turista e il cittadino qualunque. Come in qualsiasi altra città del mondo. Per favore, non fatelo! Lasciate Roma ancora in grado di stupire, di far innamorare di sé anche le sue cittadine e i suoi cittadini e soprattutto di mostrarsi nella sua unicità spettacolare in una calda sera d’estate[14].

Immagine: Oh Maggio a Nicolini di Giuseppe Rebecchini. Per gentile concessione di Marta Calzolaretti

[1] Luca Bergamo, Perchè siamo oltre l’Estate romana, La Repubblica 23/06/2020 leggibile online al seguente indirizzo: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2020/06/23/il-nostro-obiettivo-oltre-leredita-dellestate-romanaRoma11.html

[2] Rimando per questo gioco di parole a Christian Raimo e all’articolo di Cecilia Gentile, Le polemiche sull’estate romana. Raimo:“scelte elitarie, periferie sole, roma grama! Pubblicato su La Repubblica il 22/06/2020 leggibile online al seguente indirizzo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/06/22/news/la_polemica_sull_estate_romana_raimo_scelte_elitarie_periferie_sole_roma_grama_-259861196/

[3] Qui rimando al libro di Renato Nicolini, Estate romana. 1976-1985: un effimero lungo nove anni, Città del Sole, Cosenza, 2011.

[4] E qui basta riferirsi al fatto che Jack Lang, Ministro sotto Mitterand colpito dall’Estati romane nicoliniani, assegnò a mio padre il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres oltre che a dichiarare in più occasioni di essersi ispirato a Nicolini durante la sua mministrazione in particolare per la creazione della Fete de la Musique a Parigi.

[5] Espressione utlizzata da Filippo Celata in un articolo che sarà pubblicato sul numero 5/2020 di Micromega in edicola a partire dal 23 luglio.

[6] http://www.archiviocapitolino.it/eventi.php?page=4&eid=43

[7] Per avere una breve panoramica degli studi più recenti faccio riferimento ai seguenti testi: A.A.V.V. Massenzio ’77-’79. Tendenze urbane. Il programma completo della manifestazione, Castelvecchi, Roma 1997; A.A.V.V. Sentieri Selvaggi Magazine, Il desiderio di essere inutile. Renato Nicolini, l’intellettuale 2.0, Magazine n.3 settembre/ottobre 2012; Federica Fava in Federica Fava, L’Estate romana. Tempi e pratiche della città effimera, Quodlibet, Macerata, 2017; Guido Panvini et Ottavia Nicolini, ˂LL’Estate romana contro il terrorismo˃, Laboratoire Italien, 22, 2019 leggibile online al seguente indirizzo:  https://journals.openedition.org/laboratoireitalien/2721;  Camilla De Boni, Massenzio 1977-1985. Mito e poetica del meraviglioso Urbano, tesi di Dottorato in Paesaggi della città contemporanea, Università degli Studi di Roma Tre, Dipartimento di Architettura, A.A: 2018-19 di prossima pubblicazione presso la casa editrice Libria di Melfi.

[8] Maurizio Caprara, Coronavirus a Roma, da Nicolini un esempio per salvare la cultura publicato su Il Corriere della Sera, 24/04/2020 e leggibile al seguente indirizzo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/20_aprile_24/modelloper-salvare-cultura-9852c4fe-857b-11ea-b71d-7609e1287c32.shtml?refresh_ce-cp

[9] Come ricorda Federica Fava in Federica Fava, L’Estate romana. Tempi e pratiche della città effimera, Quodlibet, Macerata, 2017, p.53

[10] “[…] Massenzio, come luogo dei concerti estivi dell’Accademia di Santa Cecilia, era invece un luogo considerato di élite, riservato ai colti e dunque ai pochi. Molti allora vi entrarono per la prima volta”, Renato Nicolini, L’architettura dell’immateriale, in Massenzio ’77-’79. Tendenze urbane. Il programma completo della manifestazione, Castelvecchi, Roma 1977, pp. 26-27

[11] L’espressione meraviglioso urbano è stata coniata proprio da mio padre per descrivere la sua Estate romana. Per saperne di più rimando al suo articolo Il meraviglioso urbano, pubblciato in L’effimero teatrale, alla puntata televisiva condotta da Gianni Minoli di La Storia siamo noi. Massenzio: meraviglioso urbano visibile a questo link: http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/video/massenzio/1158/default.aspx

[12] Jack Lang, Prefazione,  in Renato Nicolini, Estate romana. 1976-1985: un effimero lungo nove anni, Città del Sole, Reggio Calabria, 2011, p.16

[13] Roma.fanpage.it/il-significato-della-canzone-che-lucio-dalla-ha-dedicato-a-roma-la-sera-dei-miracoli/

[14] Per chi volesse approfondire il periodo dell’Estate romana rimando alla prossima iniziativa che si terrà a Casetta Rossa il 10/07/2020 dove nel coros della serata verrà proiettato il documentario „Ciao Renato!“ di Cristina Torelli, Paolo Luciani e Roberto Torelli a cui seguirà una tavola rotonda dedicata a Renato Nicolini e alla sua visione rivoluzionaria di città. Per maggiori informazioni rimando al seguente indirizzo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/06/27/news/roma_un_mese_tra_incontri_musica_e_cucina_a_casetta_rossa_inizia_l_altra_estate-260381259/

Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2019 i video degli studi scenici

SERATA DI PREMIAZIONE

STUDI VINCITORI

La vacca | B.e.a.t. Teatro / Gennaro Maresca

Luca 4,24 | Alessandro Sesti e Mattia Maiotti

STUDI FINALISTI

Life | Emiliano Brioschi/Cinzia Spanò (Menzione speciale Giuria popolare)

Biografia dell’Inquietudine di Lisa/Imprenditori di sogni

Pupitingè | Bifano-Campisi-Di Mauro

La luce delle parole | C.t.l. Lab / Marco Lungo

F-Aìda – Eppur cantava ancora – Mana Chuma Teatro

STUDI SEMIFINALISTI

Occidente | La meccanica delle tende / Massimiliano D’Aloiso

La Pia/Trilogia dell’Alchimia | Inbilicoteatro

Carlè | Anna Piscopo

Frantumi | Un’altroteatro / Lorenza Sorino

SALTelli NEL TEMPO | Donatella Martina Cabras

Do you remember revolution? | Zoe division / Alessio Traversi

Pillole | Serena Di Gregorio

D.a.k.i.n.i Suit(e) | Ajariot Performing Art Collective / Isadora Pei

Il cappotto nuovo | NTS / Mario Gelardi

The reader | Federica Bognetti – Duncan Hodkinson

Da questo buio nascono i figli | Giulietta Mastroianni

Shipwreck 34°31’22.0″N 12°55’49.9″E | Compagnia Matroos / Lisa Rosamilia

Immagini Premi Tuttoteatro.com 2019 Dante Cappelletti e Renato Nicolini

Una selezione degli scatti di Michele Tomaiuoli del Premio Tuttoteatro.com 2019 alle arti sceniche Dante Cappelletti svoltosi a  Ronciglione al Teatro Ettore Petrolini dal 1 al 3 novembre 2019 e Roma al Teatro India dal 7 all’8 dicembre 2019.

Premiazione

Spettacoli in concorso

Beat Teatro | La Vacca
[Vincitore ex aequo] 1 novembre 2019 al Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt) e 7 dicembre 2019 al Teatro India di Roma

Sesti-Maiotti | Luca 4,24
[Vincitore ex aequo] 1 novembre 2019 al Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt) e 8 dicembre 2019 al Teatro India di Roma

Brioschi-Spanò |Life
[finalista] 2 novembre 2019 al Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt) e 8 dicembre 2019 al Teatro India di Roma

Mana Chuma Teatro |F-Aìda
[finalista] 3 novembre 2019 al Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt) e7 dicembre 2019 al Teatro India di Roma

Lisa-Imprenditori di sogni |Biografia dell’inquietudine
[finalista] 1 novembre 2019 al Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt) e7 dicembre 2019 al Teatro India di Roma

C.t.l. Lab |La luce nelle parole
[finalista] 2 novembre 2019 al Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt) e 8 dicembre 2019 al Teatro India di Roma

Bifano-Campisi-Di Mauro | Pupitingé
[finalista] 3 novembre 2019 al Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt) e 8 dicembre 2019 al Teatro India di Roma

Matroos |Shipwreck
[semifinalista] 1 novembre 2019 Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt)

Anna Piscopo | Carlé
[semifinalista] 2 novembre 2019 al Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt)

Ajariot | D.a.k.i.n.i suit(e)
[semifinalista] 3 novembre 2019 Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt)

Bognetti-Hudgkinson | The reader
[semifinalista] 2 novembre 2019 Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt)

In bilico teatro | La Pia/Trilogia dell’alchimia
[semifinalista] 2 novembre 2019 Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt)

La meccanica delle tende/D’aloiso | Occidente
[semifinalista] 3 novembre 2019 Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt)

Nuovo Teatro Sanità/Gelardi | Il cappotto nuovo
[semifinalista] 2 novembre 2019 Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt)

Di Gregorio | Pillole 
[semifinalista] 3 novembre 2019 Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt)

Donatella Martina Cabras | Saltelli nel tempo
[semifinalista] 1 novembre 2019 Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt)

Zoe division/Alessio Traversi | Do you remember revolution?
[semifinalista] 1 novembre 2019 Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt)

Giulietta Mastroianni | Da questo buio nascono i figli
[semifinalista] 1 novembre 2019 Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt)

Unaltroteatro-Sorino | Frantumi
[semifinalista] 2 novembre 2019 Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt)

Spettacoli fuori concorso

La Regina Coeali di Balucani/Svolacchia Vincitore del “Cappelletti” 2017

Fattoria di Paolo Alessandri con la Compagnia Sofia Amendolea

Premio Giuria popolare Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2019

Premio Giuria popolare 2019

L’8 dicembre 2019 al Teatro India in occasione della premiazione dei vincitori dei

Premi Tuttoteatro.com 2019
alle arti sceniche Dante Cappelletti
e Renato Nicolini

la giuria popolare ha assegnato il premio Giuria popolare
allo studio La vacca di Beat Teatro

ha inoltre segnalato con una menzione speciale
lo studio Life di Brioschi-Spanò

con le seguenti motivazioni:

Vogliamo ringraziare Tuttoteatro.com per avere istituito i Premi (intitolati a) Renato Nicolini e Dante Cappelletti così importanti nel sostenere ogni anno la scena teatrale italiana.

Ringraziamo anche per aver voluto la presenza di una giuria popolare, a nome della quale parlo, aprendo così uno spazio libero di incontro e confronto tra persone di diverse età e formazione. Il laboratorio di visione critica propedeutico alla votazione è stato condotto con grande passione e professionalità da Tamara Bartolini che si scusa ma purtroppo non si è potuta trattenere fino a quest’ora e che, ci teniamo a specificare, non è entrata nel merito della votazione stessa.

Veniamo al premio.

Per l’originalità e la potenza espressiva che presenta il lavoro, per i contenuti universali e attuali di forte valenza sociale e politica, come i temi dell’espropriazione del corpo e della terra, per la grande cura attoriale e l’organicità di tutti gli elementi scenici, vogliamo assegnare il premio allo spettacolo “La vacca” della compagnia Beat Teatro di Napoli. Ci auguriamo che portino avanti la loro ricerca anche perché…siamo tutti curiosi di sapere che fine farà “l’omino delle vacche”.

Una menzione a latere va a” Life” di Emiliano Brioschi e Cincia Spanò di Milano per l’alta qualità della proposta artistica, per la capacità di chiamare in causa lo spettatore parlando di temi che da storici divengono assolutamente vivi  e attuali e di forte impatto emotivo.

I vincitori dei Premi Tuttoteatro 2019 per la prima volta un ex aequo

PREMI TUTTOTEATRO.COM 2019
ALLE ARTI SCENICHE “DANTE CAPPELLETTI” – tredicesima edizione
RENATO NICOLINI”– sesta edizione

Vincitori ex aequo del
Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2019:
La vacca  di Beat Teatro; Luca 4,24 di Sesti-Maiotti

Vincitore Premio Tuttoteatro.com “Renato Nicolini” 2019
a Mimmo Borrelli

Per la prima volta nella storia del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” il contributo di produzione è stato assegnato ex aequo a due progetti di spettacolo: La vacca  di Beat Teatro (Napoli) e Luca 4,24 di Sesti-Maiotti (Cannara, Pg).

Domenica 8 dicembre al Teatro India è stato consegnato anche il Premio Tuttoteatro.com “Renato Nicolini” a Mimmo Borrelli.

Il Premio Cappelletti, per sostenere progetti di spettacolo ancora inediti, ed il Premio dedicato a Renato Nicolini per segnalare personalità che si siano distinte nella progettazione, nella cura e nel sostegno delle attività culturali e artistiche, istituiti dall’Associazione culturale Tuttoteatro.com, con la direzione di Mariateresa Surianello, sono realizzati quest’anno con il contributo della Regione Lazio – Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili. L’iniziativa è parte del programma di Contemporaneamente Roma 2019 promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.

La giuria, presieduta da Paola Ballerini (nipote di Dante Cappelletti), e composta da Roberto Canziani, Gianfranco Capitta, Rodolfo di Giammarco, Chiara Mignemi, Attilio Scarpellini, Mariateresa Surianello e Massimo Marino (membro dormiente), ha scelto tra i sette progetti di spettacolo finalisti La vacca di Beat Teatro e Luca 4,24 di Sesti-Maiotti con le seguenti motivazioni:

La vacca

Beat Teatro – Napoli

di Elvira Buonocore
regia Gennaro Maresca
con Vincenzo Antonucci, Anna De Stefano, Gennaro Maresca
assistente alla regia Roberta de Pasqua

 

“Il desiderio che, muove notoriamente il sole e le altre stelle, muove anche il disegno di una periferia urbana in cui la scoperta delle pulsioni in due corpi ragazzini incontra e si confonde con l’atavica sottomissione delle bestie all’uomo. La vacca, etichetta che riduce a oggetto sessuale la nobile femmina bovina, rivela una convergenza di trame che non racconta, ma a cui allude. Emarginazione omologazione, biologia e turbamento di cuore”.

 

Luca 4,24

Sesti-Maiotti – Cannara (Pg)

di Alessandro Sesti
con Mattia Maiotti e Alessandro Sesti
coreografie Debora Renzi e Mattia Maiotti
musiche originali Grandi insegne il grande allibratore
disegno luci Marco Andreoli
con il sostegno di Teatro Thesorieri di Cannara, Strabismi

 “Tre lingue del teatro si incontrano per raccontare un accadere del mondo: quella della parola, quella della musica, quella del corpo. Divergono – seguendo ciascuna il proprio percorso d’arte – ma insieme ricostruiscono una storia dell’Italia di oggi. Le parole di Luca evangelista – il passo in cui la sacra scrittura testimonia che nessuno è profeta in patria, conducono lo spettatore alla condizione dei testimoni di giustizia, ganglio oscuro della nostra convivenza civile”.

Il progetto di spettacolo La Vacca è risultato anche vincitore della giuria popolare che ha anche voluto segnalare il progetto Life di Emiliano Brioschi e Cinzia Spano.

Mimmo Borrelli ha vinto il Premio Tuttoteatro.com Renato Nicolini 2019 che gli hanno consegnato Ottavia Nicolini e Marilù Prati con le seguenti motivazioni:

“È un artista che ha saputo farsi conoscere e apprezzare solo con le proprie forze.

Con spettacoli duri e affascinanti, in una lingua che affonda le radici nelle solfatare attorno a Pozzuoli, ma di cui ognuno può cogliere il senso e la visionarietà (finalmente in dimensione kolossal con La cupa).

Si è fatto conoscere e apprezzare con spettacoli dove una forte e musicale teatralità raccontava in maniera cruda (quasi in senso, letterale e critico, “mitologica”) dubbi e sentimenti e forza e consapevolezza di una nuova generazione a sud del mondo. Riuscendo perfino a narrare, dietro lo schermo del mito appunto, le nefandezze e i rapporti interni della criminalità organizzata. E riuscendo tra poesia e teatro a fare progetto politico e sociale di una ritrovata consapevolezza, linguistica e politica.

Sulle tavole del palcoscenico è riuscito a portare la voce (fino a quel momento “senza corpo”) di Roberto Saviano al Piccolo di Milano. Così come ha portato il pubblico del teatro (suo e dei suoi collaboratori e amici) sui pendii sdirupati e le erbacce languenti della terra sua d’origine, inventando il festival più povero forse di danari, quanto ricco di suggestioni ed emozioni (Efestoval), che di quella terra ribollente di bullicame e sofferenza fa un punto forte di rinascita e battaglia culturale, per tutti”.

sabato 7 e domenica 8 dicembre 2019
Teatro India

COMUNICATO STAMPA
4 cs Tuttoteatro.com vincitori
FOTO IN ALTA RISOLUZIONE
a questo LINK le  foto di Michele Tomaiuoli ad alta risoluzione

Premi Tuttoteatro.com 2019: programma, artisti e sopratitoli.

PREMI TUTTOTEATRO.COM 2019
ALLE ARTI SCENICHE “DANTE CAPPELLETTI” – tredicesima edizione
RENATO NICOLINI” – sesta edizione

sabato 7 e domenica 8 dicembre – Teatro India

Programma

sabato 7 dicembre

ore 15:00 La vacca – Beat Teatro (Napoli) [sopratitoli]

ore 15:40 Pupitingè – Bifano-Campisi-Di Mauro (Napoli) [sopratitoli]

ore 16:20 F-AìdaEppur cantava ancora – Mana Chuma Teatro (Reggio Calabria) [ sopratitoli]

ore 17:00 Biografia dell’inquietudine – Lisa-Imprenditori di sogni (Roma) [ sopratitoli]

ore 18:30 anteprima nazionale Fattoria – Sofia Amendolea Theatre Company [sopratitoli]

domenica 8 dicembre

ore 15:00 Life – Emiliano Brioschi-Cinzia Spanò (Milano) [sopratitoli ]

ore 15:40 La luce delle parole – C.t.l. Lab/Marco Lungo (Latina) [Spettacolo in LIS]

ore 16:20 Luca 4,24 – Sesti-Maiotti (Cannara, Pg) [sopratitoli]

ore 20:30 debutto nazionale La Regina Coeli – Balucani-Svolacchia [sopratitoli ]
progetto vincitore Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” 2017

ore 21:30 Premiazione

Tutti gli spettacoli sono sopratitolati per le persone sorde o ipoudenti.
E’ possibile consultare la sopratitolatura scaricando i file pdf nella descrizione di ogni studio.

nel foyer

dalle ore 14:45 a fine manifestazione

 installazione Nel blu dipinto di blu di Romina De Novellis

esposizione Una memoria fotografica 2004 – 2015 et ultra
in collaborazione con Università Roma Tre

videoproiezione dedicata a Renato Nicolini

videoinstallazione Presenza
composizione delle immagini Elisabetta Mancini, composizione sonora Antonia Gozzi

videoproiezione finalisti Premio Tuttoteatro.com Miglior Teaser 2018 – prima edizione

esposizione immagini-manifesto dei Premi di Massimo Staich

dalle ore 14:45 a fine manifestazione

laboratori di accompagnamento alla visione:
per studenti, condotto da Samantha Marenzi
per spettatori eterogenei (giuria popolare), condotto da Tamara Bartolini

La vacca

Beat Teatro – Napoli

di Elvira Buonocore
regia Gennaro Maresca
con Vincenzo Antonucci, Anna De Stefano, Gennaro Maresca
assistente alla regia Roberta de Pasquale

Estate torrida in una periferia napoletana. Una terra apatica, annientata da una volontà di potenza e sviluppo industriale che non conosce legami né bisogni. Qui due fratelli giovanissimi, Donata e Mimmo, vivono un’esistenza piccola, ignota agli adulti, con i corpi che sembrano spenti. Improvvisamente Donata rompe il quadro grigio della propria adolescenza semplicemente guardandosi. L’inadeguatezza delle sue forme piccole, di quel seno mai sbocciato e tanto voluto, pongono al centro della scena qualcosa che prima era assente: il desiderio. La vacca racconta il desiderio e la sua fragile, radicale esistenza fuori dalle logiche del benessere e del potere. Una storia d’amore e di animali i cui corpi, stando al mondo, sono pronti al saccheggio.

La compagnia Beat Teatro nasce nel 2015 da un’idea di Gennaro Maresca, attore e docente di recitazione al Nuovo Teatro Sanità di Napoli, e Fabio Casano, economista, drammaturgo. Beat conduce un percorso di ricerca volto alla fusione dei linguaggi. Dalle atmosfere “beat” anni 40 di Youth/Giovani (miglior spettacolo nelle rassegne Ut.35 festival – I edizione e Sipari d’Emergenza – V edizione), al rocambolesco volo in mongolfiera di Dramma nell’aria da Jules Verne (Selezionato per Milano Off FiI – II edizione Avignon LeOff 2018), il noir La Volpe e il Gatto e i segreti di due anime adulte e tormentate in Peter e Alice attraverso lo specchio nella stagione 2016 al Nuovo Teatro Sanità. Patroclo e Achille (al Circle Festival con il sostegno di Mibac e Siae per l’iniziativa “Sillumina”).

Pupitingè

Bifano-Campisi-Di Mauro – Napoli

ideato e scritto da Angelica Bifano e Elisa Campisi
con Angelica Bifano
collaborazione alla messa in scena Mattia Di Mauro
disegno luci Mattia Di Mauro

Vogliamo entrare nell’intimità di una donna dei nostri tempi e abitare i luoghi più intimi del corpo: il suo utero e la sua vagina.

Una forza desiderante, sempre insoddisfatta, spinge la protagonista ad unirsi con altri corpi in modo quasi bulimico. Questa ricerca di un piacere totale viene frenata da un’altra forza, incarnata dal papilloma virus, che cambia il suo rapporto col sesso. In questo scenario la madre, modello educativo da cui la ragazza fugge, rappresenta il principale freno alla conoscenza di sé e del proprio piacere.

Il dato esteriore del corpo e della sfera sessuale sono il punto di partenza per parlare del dato interiore e cioè del proprio benessere e della ricerca del vero godimento raggiungibile solo attraverso la conoscenza di sé.

Angelica Bifano, nel 2016 si diploma alla Civica Accademia Nico Pepe e crea il Collettivo L’Amalgama. Ha lavorato con Anatolij Vasiliev, compagnia Scimone Sframeli, Alessandro Serra, Antonio Rezza e Flavia Mastrella. Nel 2017 prende forma il suo spettacolo Mamma son tanto felice perché.

Elisa Campisi, nel 2017 si diploma in drammaturgia alla Civica Paolo Grassi. Mette in scena DEath EDucation al Teatro Franco Parenti e scrive e dirige Sono invisibili al buio. Dal 2018 fa parte del Collettivo Yah!

Mattia Di Mauro, studia regia e drammaturgia con Davide Iodice. Nel 2014 esordisce con Cold Light – studio per una drammaturgia della luce. Fa tirocinio come disegnatore luci e operatore consolle presso Delta Sound. È direttore di scena e aiuto scenografo ne La Luna, regia di Davide Iodice, NTF2019.

F-Aìda – Eppur cantava ancora

Mana Chuma Teatro – Reggio Calabria

testo e regia Salvatore Arena e Massimo Barilla
con Salvatore Arena
musiche originali Luigi Polimeni
scene Aldo Zucco
equipe tecnica di scenografi Grazia Bono, Caterina Morano, Antonino Alessi
assistente alla regia Ylenia Zindato
con il sostegno di Horcynus Festival 19 Rete Latitudini

Calabria. Anni 80. Ma potrebbe essere un’epoca qualunque. In un seminterrato contenitore di ferri vecchi e acqua piovana, di oggetti dal nome antico, dove si scannano i maiali, cimitero, luogo di preghiera e punizione. Tra ganci appesi ad un soffitto da macelleria. Tra una statua di Madonna e sacchi di juta usati per raccogliere olive insanguinate. Dove la luce è filtrata dal sapore amaro della vendetta, in un tempo immobile che tutto divora e consuma, Rocco-Aìda, con l’urgenza dell’ultima ora di vita e con l’incedere di una tragedia greca, nel buio di una segregazione attenuata solo da vecchi dischi d’opera adagiati sul piatto di un giradischi malandato, nel buio della sua solitudine, incarna un racconto/dialogo con il corpo del padre morto. E dice tutto. Tutto il non detto, di guerre fratricide, di un amore mai consumato per un compagno di giochi travestito da nemico, di un meccanismo antropologico che tutto distrugge fino ai confini dell’umano.

Mana Chuma Teatro, compagnia radicata nell’area dello Stretto, insignita del Premio della Critica 2019, ricerca una personale forma di teatro di narrazione (il monologo dialogante, esploso in una pluralità di voci interne alla storia), in cui l’azione e la relazione con lo spazio rappresentano il corpo stesso del racconto. Come un granello di sabbia (già oltre 70 repliche) è stato Premio Selezione In-box e rappresentato nell’ottobre 2019 negli Istituti Italiani di Cultura di Parigi e Malta. Ha rappresentato il teatro italiano alla Festa del Libro e delle Culture Italiane a Parigi. Suoi lavori, tradotti in francese e presentati in varie forme all’estero, sono stati finalisti al Premio Ustica per il Teatro e al Premio Riccione. Ha collaborato con importanti artisti, teatri e festival.

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Biografia dell’inquietudine

Lisa-Imprenditori di sogni – Roma

dis-adattamento teatrale da Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa
di Marco Morana
con Gemma Costa e Andrea Monno
regia Ivano Calafato e Marzia Meddi
movimento scenico Marzia Meddi
disegno luci Marco D’Amelio
musiche Paolo Paolacci
foto e grafica Adriano Natale
dramaturg Edward Fortes
con il sostegno del Centro giovani MaTeMù

Biografia dell’inquietudine racconta la storia di un giovane uomo, Bernardo, che un giorno decide di lanciarsi dalla finestra. Da questo nuovo inizio, il protagonista parte per un viaggio a ritroso in cui rimette in discussione la sua vita. Dal momento del suo concepimento, attraversa la sua crescita, la relazione con i genitori, per soffermarsi poi sul rapporto con Maya, la donna con cui viveva. Il testo si dipana per segmenti ciclici che ritornano oniricamente, in una tragedia comica che si impasta, si mimetizza con l’opera di Pessoa. Vestendo i panni del semi-eteronimo Bernardo Soares, il grande autore portoghese compone un vero e proprio zibaldone sul mondo interiore e sulla frammentazione della verità del reale, una “biografia senza fatti” folgorante e densa di poesia a cui ci siamo ispirati per provare a raccontare i nostri tempi inquieti.

La drammaturgia dello spettacolo si è sviluppata all’interno della Residenza Permanente 2019 presso il Teatro Studio Uno di Roma.

Lisa (Libere iniziative spettacolari azzardate) nasce nel 2013. Il suo nucleo è formato da Virginia Franchi, regista, Lorenzo Gioielli, attore, autore e regista, Marzia Meddi, coreografa e attrice, e Marco D’Amelio, light designer. Tra le produzioni: Vulcano, con Michele Balducci e Claudia Vismara, selezionato al Fringe di Roma nel 2013, Tortuga con Lorenzo Gioielli e Andrea Monno (2014), Corso involontario per l’uso di evidenti debolezze, in scena a Roma, al Brancaccino e alla Cometa Off (2015), e Le scoperte geografiche, finalista dell’IX edizione del “Cappelletti”, con Francesco Petruzzelli e Daniele Gattano, partecipante al festival Illecite Visioni al Teatro Filodrammatici di Milano nel 2017 e al festival Collinarea di Lari nel 2018. Con le sue collaborazioni (per l’organizzazione l’Associazione Imprenditori di sogni), Lisa alimenta il proposito di emozionare il pubblico attraverso un racconto contemporaneo e insieme classico, dove testo, interpretazione e regia si fondono nella ricerca di un’armonia esplosiva.

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Life

Emiliano Brioschi-Cinzia Spanò

con Emiliano Brioschi e Simona Malato
regia Emiliano Brioschi
light designer Claudine Castay
realizzazione video Elvio Longato
in collaborazione con Artisti Associati – Artefici – Residenze Creative Friuli Venezia Giulia

Life ci racconta di un uomo e di una donna. Roberto Peci, sequestrato e condannato a morte dalle Brigate Rosse, e Ulrike Meinhof, fondatrice della Raf (Rote Armee Fraktion), gruppo terroristico tedesco. Vuole dirci chi erano, cosa volevano e come sono state straziate le loro esistenze. Vuole soprattutto raccontarci gli ultimi istanti delle loro vite passati, in un appartamento covo delle BR, nella città di Roma, e in una cella del carcere speciale di Stammheim, in Germania. Life affronta il tema della costrizione – dell’essere umano in uno spazio chiuso, limitato e limitante, dove il movimento e il pensiero individuale si deformano nella follia e nella resa dei conti finale con se stessi – e del fondamentalismo di un ideale. Quando prende il sopravvento sulla vita delle persone e quali sono le conseguenze?

Emiliano Brioschi si diploma alla Scuola di Teatro Arsenale di Milano. Recita nei maggiori teatri italiani e in numerosi teatri europei. È diretto tra gli altri da Antonio Latella, Giuseppe Massa, Giorgio Albertazzi, Babilonia Teatri. Nella stagione 2017/2018 debutta alla regia con la trilogia sulla paternità XY in collaborazione con ERT. Cinzia Spanò si diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano. Lavora con Antonio Latella, Massimo Castri, Damiano Michieletto, Francesco Frongia, Ferdinando Bruni, Carmelo Rifici. Ha vinto come migliore attrice il Premio Imola, il Premio Hystrio, il Premio Anteprima, è stata finalista ai Premi Ubu. Simona Malato si diploma alla Scuola del Teatro Biondo di Palermo. Tra gli altri lavora in teatro con Franco Scaldati, Claudio Collovà, Emma Dante, Giuseppe Massa. Al cinema con Giuseppe Tornatore, Raul Ruiz, Emma Dante, Terence Malik.

La luce delle parole

C.t.l. Lab – Latina

liberamente ispirato alla versione cinematografica di The miracle worker di William Gibson
adattamento e regia Marco Lungo
con Alessia De Angelis, Beatrice Papuzzo, Claudia Pedacchia, Dario Di Mario, Giulia Turetta, Manuel Piccoli, Miriam Mastroianni
video Gianmarco Ciotti, Manuel Piccoli
scenografie Cosmin Moldovanu

Helen Keller nasce il 27 giugno 1880. A 19 mesi una malattia la porterà alla cecità e sordità totali. Helen cresce senza regole e stimoli e i genitori, disperati, decidono di chiedere aiuto al Perkins Institute for the Blind. La scuola affida il compito di istruire la piccola Helen ad Anne Sullivan, ex allieva dell’istituto e lei stessa parzialmente cieca. Grazie ad Anne, Helen imparerà a leggere in braille ben cinque lingue. Scriverà numerosi libri e articoli, laureandosi con lode presso il Radcliff College, si applicherà come avvocata, sarà attiva in politica e dedicherà il resto della sua vita ai diritti delle persone con disabilità, diventando una delle donne più famose e influenti al mondo.

Il Centro Teatrale di Latina è una giovanissima compagnia fondata nel 2018, con la direzione artistica di Marco Lungo. Tra il 2018 e il 2019 si sperimenta con la messa in scena di corti teatrali, conquistando il podio in vari concorsi ad Aprilia e Matera. Nel 2019 decide di lavorare a La luce delle parole, prefiggendosi di portare in scena uno spettacolo adatto ad un pubblico di vedenti, udenti, sordi e ciechi. L’obiettivo è quindi l’inclusione, ma anche quello di puntare i riflettori sulla disabilità in senso generale. Marco Lungo inizia il suo percorso teatrale nel 1990, formandosi tra gli altri con Quelli di Grock, D. Camerini, C. Galante, J. Strasberg, D. De Fazio, L.T. Heins, O. Melnik, T. Tarasova, A. Weber, A. Gubish, D. Bisconti, J-F. Brion, P. Hunter. Dal 2002 insegna recitazione in strutture pubbliche e private a Milano, Rho, Roma e Latina.

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Luca 4,24

Sesti-Maiotti – Cannara (Pg)

di Alessandro Sesti
con Mattia Maiotti e Alessandro Sesti
coreografie Debora Renzi e Mattia Maiotti
musiche originali Grandi insegne il grande allibratore
disegno luci Marco Andreoli
con il sostegno di Teatro Thesorieri di Cannara, Strabismi

Luca è un ragazzo siciliano di 24 anni che gestisce un’azienda di pompe funebri. Facendo questo lavoro ha scoperto che la mafia tiene in piedi un mercato della morte. Le chiamano “le ambulanze della morte”. Se apri un’attività in queste zone, hai anche la certezza che il pizzo dovrai pagarlo. I boss muoiono e cambiano, ma il pizzo resta, anzi aumenta. Luca si vuole sposare, ma se “la tassa” aumenta, i risparmi per il matrimonio non ci saranno mai. Il giorno in cui il padre di un suo amico muore, Luca decide di denunciare. Un solo giorno e la vita di Luca è compromessa. Devono nasconderlo, i carabinieri sanno che la sua condanna a morte è stata emessa. Anche trasferirlo non sarà più sufficiente. L’oblio è l’unica soluzione. La sua identità sarà cancellata. Luca deve morire per non essere ammazzato. Con lui muore la parola, sarà la danza a raccontarci il presente e il futuro di Luca.

Con Luca 4,24 Alessandro Sesti e Mattia Maiotti sono alla loro prima collaborazione. Il primo è un attore e autore che dal 2015 frequenta il teatro di narrazione. Nei suoi spettacoli racconta le vite distrutte dalle mafie. I suoi spettacoli sono sostenuti da Libera. Per costruire i suoi lavori, usa un metodo immersivo: per scrivere il suo ultimo lavoro Ionica ha vissuto per un periodo di tempo sotto scorta con Andrea Dominijanni, un testimone di giustizia calabrese, sotto protezione dal 2015. Mattia Maiotti si avvicina alla danza all’età di 11 anni studiando classico, modern, contemporaneo e hip hop con insegnanti della scena italiana e internazionale. Dall’incontro con Afshin Varjavandi, approfondisce gli studi delle danze urbane (hip hop – house) e in seguito entra a far parte del Collettivo Inc (InNprogressCollective), con cui collabora dal 2011 fino ad oggi.

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Comunicato Stampa – Finali Premi Tuttoteatro.com 2019

FINALI PREMI TUTTOTEATRO.COM 2019
ALLE ARTI SCENICHE “DANTE CAPPELLETTI” – tredicesima edizione
RENATO NICOLINI”– sesta edizione
sabato 7 e domenica 8 dicembre al Teatro India

Sabato 7 e domenica 8 dicembre 2019 al Teatro India si svolgeranno le finali dei Premi Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” (tredicesima edizione) e “Renato Nicolini” (sesta edizione). Il Premio Cappelletti, istituito dall’Associazione culturale Tuttoteatro.com, con la direzione di Mariateresa Surianello, per sostenere progetti di spettacolo ancora inediti, e comunque mai allestiti in forma scenica, dedicato al professore e critico teatrale toscano, ed il Premio dedicato a Renato Nicolini per segnalare personalità che si siano distinte nella progettazione, nella cura e nel sostegno delle attività culturali e artistiche, esprimendo col loro operare un rinnovamento delle dinamiche relazionali e della stessa politica culturale, sono realizzati quest’anno con il contributo della Regione Lazio – Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili. L’iniziativa è parte del programma di Contemporaneamente Roma 2019 promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.

Due giornate di spettacoli, incontri e laboratori ad ingresso libero per promuovere, diffondere, valorizzare e sostenere lo spettacolo dal vivo e le arti sceniche nella loro complessità, nonché la ricerca e la sperimentazione dei linguaggi, fino alla produzione di nuove opere e il coinvolgimento di nuovi pubblici.

La giuria, presieduta da Paola Ballerini e composta da Roberto Canziani, Gianfranco Capitta, Rodolfo di Giammarco, Chiara Mignemi, Attilio Scarpellini, Mariateresa Surianello e Massimo Marino (membro dormiente), ha selezionato sette progetti di spettacolo che saranno presentati sotto forma di studio scenico in 20 minuti di performance.  Sabato 7 dalle 15 alle 17.00 verranno presentati La vacca  di Beat Teatro (Napoli);  Pupitingè  di Bifano-Campisi-Di Mauro (Napoli); F-Aìda. Eppur cantava ancora di Mana Chuma Teatro (Reggio Calabria) e Biografia dell’inquietudine di Lisa e Imprenditori di sogni (Roma).

Domenica 8 dalle 15.00 alle 16.20 verranno presentati Life di Emiliano Brioschi e Cinzia Spanò (Milano); La luce delle parole di C.t.l. Lab – Marco Lungo (Latina) e Luca 4, 24 di Sesti-Maiotti (Cannara PG).

Accanto alla programmazione degli studi scenici in concorso, le due giornate divengono occasione per indagare nel teatro la trasformazione in atto, come nell’operare di neo diplomati dell’Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea che con la sua Theatre Company presenterà in anteprima nazionale Fattoria (liberi di essere schiavi) liberamente ispirato a ‘Animal Farm’ di G. Orwell, scritto e diretto da Paolo Alessandri (sabato 7 alle 18.30).

Domenica 8 alle 20.30 verrà presentato il progetto vincitore del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti 2017, oggi spettacolo in prima nazionale. La Regina Coeli di Carolina Balucani e Matteo Svolacchia, storia dedicata alle madri di giovani ragazzi morti in carcere. Nessuna madre dovrà più credere che suo figlio sia caduto dalle scale, sia morto di tremori o emorroidi. Il protagonista del monologo è un ragazzo di borgata, che si paragona a Gesù e fantastica di esserlo.

Tutti gli spettacoli sono sopratitolati per le persone sorde e ipoudenti.

Tra le esposizioni e le attività nel foyer verrà presentata l’installazione Nel blu dipinto di blu dell’artista italo-francese Romina De Novellis, opera multiforme dedicata ai morti nel Mediterraneo.

Domenica alle 21.30 la manifestazione si concluderà con la premiazione del vincitore del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti e la consegna del Premio Tuttoteatro.com Renato Nicolini a Mimmo Borrelli, regista e drammaturgo molto apprezzato, che attraverso le sue opere, il teatro e la sua azione culturale celebra i Campi Flegrei, dove anche il festival Efestoval diviene “un’esperienza, un patto, un rito collettivo e vivo, un destarsi dal sogno per realizzarlo da svegli”.

Per sostenere lo spettacolo dal vivo e immaginare nuovi pubblici un laboratorio di accompagnamento alla visione condotto da Tamara Bartolini assegnerà il premio della giuria popolare e Samantha Marenzi condurrà un laboratorio di visione critica per studenti.

Programma

sabato 7 dicembre

ore 15:00 La vacca – Beat Teatro (Napoli)

ore 15:40 Pupitingè – Bifano-Campisi-di Mauro (Napoli)

ore 16:20 F-Aìda. Eppue cantava ancora – Mana Chuma Teatro (Reggio Calabria)

ore 17:00 Biografia dell’inquietudine – Lisa-Imprenditori di sogni (Roma)

ore 18:30 anteprima nazionale Fattoria – Sofia Amendolea Theatre Company

domenica 8 dicembre

ore 15:00 Life – Emiliano Brioschi-Cinzia Spanò (Milano)

ore 15:40 La luce delle parole – C.t.l. Lab/Marco Lungo (Latina)

ore 16:20 Luca 4,24 – Sesti-Maiotti (Cannara PG)

ore 20:30 debutto nazionale La Regina Coeli Balucani-Svolacchia

ore 21:30 premiazione

nel foyer

installazione Nel blu dipinto di blu di Romina De Novellis

esposizione Una memoria fotografica 2004 – 2015 et ultra in collaborazione con Università Roma Tre

videoproiezione dedicata a Renato Nicolini

videoinstallazione Presenza composizione delle immagini Elisabetta Mancini, composizione sonora Antonia Gozzi

videoproiezione finalisti Premio Tuttoteatro.com Miglior Teaser 2018 – prima edizione

esposizione immagini-manifesto dei Premi di Massimo Staich

sabato 7 e domenica 8 dicembre 2019
Teatro India
Lungotevere Vittorio Gassman,1 Roma
Ingresso libero
www.tuttoteatro.com


1 cs Tuttoteatro.com finali [doc]

Finali Premi Tuttoteatro.com Teatro India

Balucani-Svolacchia – La regina Coeli

Romina De Novellis – Nel blu dipinto di blu – particolare – foto di Mauro Bordin

Fattoria -Sofia Amendolea Theatre Company – foto di Jordi Montenegro

Premi Tuttoteatro.com Dante Cappelletti e Renato Nicolini 2019

Al Teatro India di Roma sabato 7 e domenica 8 dicembre verranno mostrati i sette studi scenici finalisti del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti”.
La giuria del Premio, istituito dall’Associazione culturale Tuttoteatro.com, con la direzione di Mariateresa Surianello, per sostenere progetti di spettacolo ancora inediti, e comunque mai allestiti in forma scenica, presieduta da Paola Ballerini e composta da Roberto Canziani, Gianfranco Capitta, Rodolfo di Giammarco, Chiara Mignemi, Attilio Scarpellini, Mariateresa Surianello e Massimo Marino (membro dormiente), tra i 19 progetti di spettacolo presentati in semifinale a Ronciglione ha selezionato i seguenti studi scenici (in ordine di protocollo):

Life di Emiliano Brioschi e Cinzia Spanò (Milano);
F-Aìda – Eppur cantava ancora
Mana Chuma Teatro – Massimo Barilla (Reggio Calabria);
Luca 4,2  Sesti/Maiotti (Cannara PG);
La luce delle parole  C.t.l. Lab – Marco Lungo (Latina);
Pupitingè Bifano-Campisi-di Mauro (Napoli) ;
Biografia dell’Inquietudine Imprenditori di sogni – Marzia Meddi (Roma);
La vacca B.e.a.t. Teatro – Gennaro Maresca (Napoli);

Tra i sette finalisti la giuria sceglierà l’opera vincitrice, alla quale andrà un premio di 6.000,00 euro quale contributo alla produzione.

Domenica 8 la giuria assegnerà anche il Premio Tuttoteatro.comRenato Nicolini a una personalità della cultura che si sia distinta nella progettazione, nella cura e nel sostegno delle attività culturali e artistiche, esprimendo col suo operare un rinnovamento delle dinamiche relazionali e della stessa politica culturale.

Durante la tappa finale della XIII edizione del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti“, sarà attivato un Laboratorio di accompagnamento alla visione critica.
Il Laboratorio è gratuito e aperto a tutti gli spettatori e, in particolare, agli studenti di Accademie, Università e delle quarte e quinte classi delle Scuole Superiori.
Il laboratorio sarà condotto da un esperto di teatro e arti performative.
Un’occasione per arrivare a una maggiore comprensione delle opere allestite e delle tematiche di cui sono portatrici, anche per i non addetti ai lavori e per gli spettatori occasionali.
Per partecipare non è richiesto alcun requisito particolare.
Gli studenti Universitari possono richiedere l’attestato di partecipazione per il riconoscimento dei crediti formativi.

Per le finali l’associazione Tuttoteatro.com propone anche una Giuria popolare che sceglierà tra i sette finalisti il progetto più meritevole. Per iscriversi basta inviare una email a elisabettamancini@tuttoteatro.com con nome, cognome, numero di telefono e professione o compilare l’apposito form sul sito Tuttoteatro.com. Il gruppo della giuria popolare, sarà formato dalle prime 20 persone che si iscriveranno. Per partecipare non è richiesto alcun requisito particolare, i giurati dovranno solo impegnarsi a vedere tutti gli studi scenici finalisti.

Aperte le iscrizioni al Laboratorio di accompagnamento alla visione critica – Teatro India, 7 e 8 dicembre 2019

Durante la tappa finale della XIII edizione del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti“, che si svolgerà al Teatro India di Roma, sabato 7 e domenica 8 novembre, sarà attivato un Laboratorio di accompagnamento alla visione critica.
Il Laboratorio è aperto a tutti gli spettatori e, in particolare, agli studenti di Accademie, Università e delle quarte e quinte classi delle Scuole Superiori.
Il laboratorio sarà condotto da Samantha Marenzi.
Nel corso delle due giornate si vedranno i 7 studi scenici finalisti (20 minuti ciascuno) candidati al Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2019 e se ne analizzeranno forme e linguaggi, attraverso il confronto e la discussione. Un’occasione per arrivare a una maggiore comprensione delle opere allestite e delle tematiche di cui sono portatrici, anche per i non addetti ai lavori e per gli spettatori occasionali.
Per partecipare non è richiesto alcun requisito particolare.
L’iscrizione e la partecipazione al Laboratorio è gratuita e aperta ad un massimo di 20 persone.
Gli studenti Universitari possono richiedere l’attestato di partecipazione per il riconoscimento dei crediti formativi.

LABORATORIO DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA VISIONE CRITICA
Teatro India
Lungotevere Vittorio Gassman, 1
00146 Roma (Rm)

Orari di svolgimento

sabato 7 dicembre ore 15
domenica 8 dicembre ore 15

Info:
Elisabetta Mancini
3476994123
elisabettamancini@tuttoteatro.com