Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche
“Dante Cappelletti” 2007 – quarta edizione

A tre settimane dagli incontri di Castiglioncello, il Premio approda a Roma, per la conclusione di questa quarta edizione al Teatro India, emblematico luogo di una città in perenne affanno di strutture per la contemporaneità. Ma dalle tre intense giornate vissute a Castello Pasquini, ospiti di Armunia, voglio qui ripartire, intanto per la qualità dell’accoglienza professionale e dei rapporti umani, che mi suscitano grandi emozioni e sentimenti positivi, due sfere fondamentali per ricordare Dante Cappelletti. Poi, certo, riparto da Castiglioncello, sia perché lì sono stati allestiti i venti studi scenici dai quali è uscita la rosa dei sette finalisti, sia perché è in contesti come quello creato da Massimo Paganelli, in un complesso pubblico, che trova senso il nostro lavoro. A partire dall’indagine che si compie attraverso la selezione dei progetti di spettacolo candidati, che quest’anno sono stati ancora più numerosi, toccando quota 198, una cifra che, al di là della soddisfazione personale per il grande successo dell’iniziativa, mi pare sia espressione del grave disagio del teatro italiano. Una sofferenza cronica contro la quale le azioni di sostegno e promozione del Premio poco incidono, se poi le nuove opere che si contribuisce a produrre non trovano sbocco in un sistema quasi completamente imbozzolato. Per questo è un segno di apertura importante, che vorrei leggere come l’avvio di un dialogo con un’altra istituzione pubblica, la migrazione dal Teatro Valle a India, simbolo quest’ultimo, per chi ne ha memoria, del rinnovamento auspicato da Mario Martone per lo Stabile di Roma, alla fine degli anni Novanta, spazio di archeologia industriale recuperato al teatro e tuttavia non ancora abitato in tutte le sue potenzialità.
Il collegamento attivato col Teatro di Roma si coniuga al sostegno che Ente Teatrale Italiano e Comune di Roma rinnovano da quattro anni e alla collaborazione della Provincia di Roma e del Comune di Piancastagnaio, in un processo che vorrei divenisse sempre più di scambio, di apertura verso le molteplici realtà creative più deboli e poco protette, quelle che il Premio tenta di rintracciare su tutto il territorio italiano – sconfinando volentieri – per provare farle emergere. Ma per dare consistenza all’effimera apparizione delle opere non ancora compiute, che il Premio accompagna sul palcoscenico, è necessaria una pratica quotidiana di risanamento di questo teatro dolorante ma sempre più vivo, una continuità di azioni che un concorso stenta a mantenere. Che fare? Servono strumenti legislativi, in assenza dei quali sono le persone che guidano le istituzioni culturali a dover agire, compiendo scelte precise, e spesso scomode, ogni giorno. Serve l’abbandono deciso dei vecchi criteri per l’assegnazione di risorse e spazi, serve individuare nuove modalità per confezionare programmi e stagioni teatrali. Serve invertire la marcia dell’omologazione. Serve molto coraggio.
Con pochi mezzi ma con infaticabili compagni – che prima di spendersi nella giuria, da quasi un decennio hanno creato l’identità di Tuttoteatro.com rivista online – si conclude il viaggio del 2007. In due giorni, sette studi scenici mostrano l’urgenza del loro voler divenire spettacoli compiuti. Le immagini polverose di Muta Imago aprono la kermesse, è la lotta di un uomo, Lev, per la riconquista della sua identità massacrata dalla guerra. Nella guerra e nelle nefandezze fasciste scava Alessandro Langiu con Viaggio per l’Orient-Cafè, alla ricerca di un rimosso collettivo nella sua terra, per arrivare ai morti di oggi nella Puglia delle fabbriche. Un triste vissuto familiare vomita Angelo, l’adolescente protagonista del monologo di Roberta Sferzi, che disegna un inquietante spaccato di abbandoni e indifferenza. In assenza di parola, a parlare in Oscar dolls è il corpo di Stefano Taiuti, che si fa onnivoro consumatore, porco sudicio e ingordo, tanto simile alle umane presenze di ogni giorno. E sono intrecci di corpi e parole a dare forma al lavoro di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Luca Stano, per un Barocco a 3 denso di delusioni e rabbia. Un clima rarefatto per la Malastrada di Tino Caspanello, che dalla sua Sicilia messinese chiede strade e ferrovie, invece di fantomatici e deturpanti ponti sullo Stretto. E in chiusura, tra video ed esplosioni, Portage cerca di svelare l’oscenità delle immagini a 60fps, con pezzi di realtà che diventano riprodotte trasparenze.
E’ questa la sintesi di uno sguardo multiplo che crea una sorprendente geografia teatrale, attraversa linguaggi e generi, propone forme diverse e spesso ibride. E solleva contenuti brucianti. Questa è la vocazione del Premio, a cominciare dalla sua immagine creata da Massimo Staich, che ogni anno lavora su temi irrisolti, sulle tragedie del nostro presente. La copertina di questo libretto non è una composizione astratta, quelle macchie nere sono la denuncia di un genocidio. Sono i resti di un villaggio del Sud Darfur.
Dopo la coreografia commissionata nel 2006 per un omaggio a Dante Cappelletti nel decennale della sua scomparsa, anche quest’anno, con uno sforzo grande per le modeste economie del Premio, si vuole allargare la visione sulla scena contemporanea con un evento parallelo, Late Landscapes. Un panorama fotografico delle ultime generazioni teatrali, appena smontato al Teatro Studio di Scandicci, che ci piace ospitare nel grande foyer di India, anche per rendere itinerante la mostra curata da Pietro Gaglianò per la Compagnia Krypton.
Domenica 9 dicembre il Premio si chiude, la giuria termina il suo compito, e passa la palla. Tuttoteatro.com, come associazione, proverà subito, nel mese di gennaio, a preparare un’altra occasione di visibilità per queste sette nuove opere. E poi la collaborazione con FestambienteSud e Franco Salcuni per la mia direzione artistica del Teatro Civile Festival a Monte Sant’Angelo, rappresenta uno sbocco significativo – lo è stato per alcuni studi usciti dal Premio 2006 – anche per legarsi a nuovi spettatori. Si deve però uscire dalla logica dell’eccezionalità e portare la freschezza delle nuove opere, nate nell’indipendenza totale, dentro le ordinarie programmazioni dei teatri pubblici. Lo decidano, anche contro i regolamenti, i direttori più attenti e sensibili. Inglobino nelle loro reti anche queste maglie marginali. Certo, serve molto coraggio.

Mariateresa Surianello

Diretto e ideato
da Mariateresa Surianello

Angelo di Roberta Sferzi

Lev di Muta Imago
Malastrada di Tino Caspanello
Barocco a 3, di Massimiliano Setti, Gabriele Di Luca e Luca Stano

Oscar dolls di Stefano Taiuti

Immagine di Massimo Staich

SEMIFINALI PREMIO DANTE CAPPELLETTI

> dalle ore 15.00

Calere (transitus animae) Eugenio Sideri, Gabriele Tesauri

Drammi di Principesse Luisa Merloni, Federica Santoro

A notti nu pocu prima ra foresta Lorenzo Praticò

Spariamo Giovanni Papotto

Soprailcielodisanbasilio Ventichiaviteatro, Compagnia Denoma

Angelo Roberta Sferzi

60fps Portage

Storie. Diario intimo fatto a pezzi Lucilla Lupaioli

Oscar dolls Stefano Taiuti

Malastrada Tino Caspanello

Anch’io come te Spazi Vuoti   

Agatakatane Latòmia 

Running in the Fabrik Instabili Vaganti

Figlio del tricolore Antonello Cossia

Macchia nera Francesca Sangalli

Target – Belgrado 1999 Mario Mantilli

Lev di Muta Imago

Barocco a 3, di Massimiliano Setti, Gabriele Di Luca e Luca Stano

Viaggio per l’Orient Cafè di Alessandro Langiu (Nemesi Teatro)

FINALI PREMIO DANTE CAPPELLETTI

Angelo Roberta Sferzi

Lev di Muta Imago

Viaggio per l’Orient Cafè di Alessandro Langiu (Nemesi Teatro)

Malastrada di Tino Caspanello

Barocco a 3, di Massimiliano Setti, Gabriele Di Luca e Luca Stano

Oscar dolls di Stefano Taiuti

60fps Portage

 

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Provincia di Siena
Assessorato alle
politiche Culturali
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20 studi semifinalisti
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20 Giuria popolare
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