Asso di monnezza – I traffici illeciti di rifiuti

Centro Mediterraneo delle Arti (Rivello – Pz)

di e con Ulderico Pesce

Il nuovo testo di Ulderico Pesce rientra nel filone del teatro civile già percorso con Storie di Scorie: il pericolo nucleare italiano. Racconta i traffici illeciti dei rifiuti urbani e soprattutto di quelli industriali. Il testo è stato scritto in base alla documentazione ufficiale della Magistratura italiana, molte delle indagini citate sono ancora in corso, e all’interno del copione si fanno i nomi dei clan della camorra che si dedicano a questa fruttuosa attività, dei funzionari delle Istituzioni pubbliche coinvolti e dei titolari delle “finte” ditte di compost per l’agricoltura che scaricano i rifiuti tossici in discariche abusive o sulla terra agricola. Pesce mira a far comprendere l’intera catena del traffico illecito dell’immondizia, anche da un punto di vista geografico, dal primo anello, rappresentato dalla produzione del rifiuto industriale, prevalentemente nel Nord-est, al suo smaltimento illegale nel Mezzogiorno d’Italia. L’anello centrale della catena è rappresentato dai laboratori di analisi e trattamento chimico, prevalentemente toscani, che sono pronti in cambio di fior di quattrini a rilasciare falsi certificati in cui si dichiara che il cromo, lo zinco e altri rifiuti altamente tossici sono stati lavorati chimicamente e resi innocui. Con questi falsi certificati i trafficanti attraversano con tutta tranquillità mezza Italia e scaricano questi prodotti in discariche abusive o su terreni agricoli o nei laghi o nel mare. In Italia sparisce ogni anno, una montagna di rifiuti tossici alta 1.800 metri e con un piede di tre ettari. Dove finiscono queste montagne di porcheria? Nell’ambiente!