Luigi che sempre ti penza
Gigi Borruso (Palermo)
drammaturgia e regia di Gigi Borruso
liberamente ispirato alle Lettere di deportati dalla terra di Antonio Castelli
con Gigi Borruso
fantocci di Elisabetta Giacone
consulenza musicale Antonio Guida
assistente alla regia Claudia Puglisi
Ispirandomi ad un piccolo nucleo di lettere di un emigrante siciliano che dalla Germania scrive alla sua famiglia nel 1965, ho immaginato lo sguardo di quest’uomo, la percezione di sé in terra “straniera”. L’ho immaginato nella baracca del cantiere a Kall, intento a rimembrare a voce alta i sogni della notte trascorsa, impegnato inconsapevolmente a definire un’identità messa in crisi dalla paradossale condizione che sperimenta ogni emigrante. Da alcuni anni lavoro ad un teatro che tenta di coniugare la consapevolezza etica con lo stupore fantastico e mitico. Accostandomi ad un tema di attualità, come quello dei migranti, ho lavorato ad una dimensione quasi fiabesca. Provando a ricreare un linguaggio, quale quello suggerito dalle lettere dei nostri emigranti, asciutto e straniato rispetto alle norme della lingua, concreto e polivoco ad un tempo.

