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Quando Roma smette di meravigliare. Sulle (dis)ragioni della giunta cinquestelle di mettere fine all’Estate romana di Ottavia Nicolini

Luglio 9th, 2020 by

Gentile Sindaca Virginia Raggi,

Gentile Vicesindaco e Assessore alla Crescita Culturale Luca Bergamo,

ho esitato un paio di settimane prima di scrivere queste righe. E forse non l’avrei fatto se non fossi stata stimolata dalle numerose reazioni che ho letto sui social media. Da parecchi anni infatti nolente o volente ho lasciato la città di Roma trasferendomi a Francoforte sul Meno così come ho pensato che, in linea di massima, non sarebbe toccato a me difendere l’opera di mio padre Renato Nicolini, nota come Estate romana. Eppure, quando ho ascoltato le parole della Sindaca in conferenza stampa e qualche giorno dopo letto la lettera del Vicesindaco pubblicata su La Repubblica[1] in cui venivano spiegate le presunte ragioni che hanno portato a voler “superare” la visione dell’Estate Romana per creare “Romarama” non ho potuto fare a meno di prendere parola. Se non altro per cercare di uscire da quella condizione di sbigottimento, sorpresa e amarezza con cui ho reagito apprendendo questa notizia.

Voi affermate di voler andare oltre quell’esperienza ma così facendo non vi rendete conto che, cancellando il nome dell’Estate romana, avete di fatto contribuito a dissipare e sprecare uno dei pochi tesori nascosti che la città di Roma aveva ancora da offrire ai suoi abitanti. Con questa scelta avete deciso di tagliare quel filo immaginario e simbolico con il passato per fare un salto nel nulla, visto che il termine Romarama di per sé non evoca nulla se non un brand da supermercato in stile giapponese e/o una città rognosa (grazie alle macchie presenti sul gatto) o tutt’al più al più grama quale Roma(g)rama[2] o Romamara sembra ormai esser diventata. Intendiamoci, sicuramente il Vicesindaco ha ragione nel constatare che le manifestazioni culturali dell’Estate romana riproposte a partire dagli anni ´90 da Gianni Borgna erano ben diverse da quell’effimero durato nove anni con cui mio padre stesso, ironicamente, amava ricordare il periodo del suo Assessorato[3] (tutt’altro che futile) con cui dal 1979 al 1985 sotto le mitiche giunte rosse di Argan, Petroselli e Vetere, la città di Roma si è affermata sul panorama internazionale come centro propulsore di cultura[4]. Situazione dunque ben diversa da quel solito e ripetitivo “mercatino delle vacche”[5] finalizzato ad attrarre turisti e a far diventare il centro di Roma uno spazio di consumo aperto 24 ore su 24 con cui le ultime edizioni dell’Estate romana avevano condannato Roma.  E tuttavia con questa sostituzione nominale avete portato a termine (consapevolmente o inconsapevolmente) l’ultimo atto di quella Damnatio Memoriae a cui l’assessorato di mio padre è andato paradossalmente incontro. Uso questa espressione non a caso. Le vicende dell’Estate romana sembrano infatti essere caratterizzate da un fenomeno curioso, a tratti da vera e propria dissociazione secondo cui, se da un lato quest’esperienza è ancora viva e ricordata con molto affetto delle cittadine e dei cittadini di Roma che l’hanno vissuta in prima persona – dunque costituendo una sorta di pietra miliare in quella che potremmo azzardarci a definire la storia orale della città di Roma – dall’altro lato essa invece è quasi del tutto assente dalla storia ufficiale della città. Nonostante gli sforzi già avviati sotto il Sindaco Marino e grazie al prezioso aiuto del Presidente della Regione Zingaretti concretizzatesi nella creazione della Sala Renato Nicolini e del Fondo Nicolini presso l’Archivio Storico Capitolino[6] per cercare di salvare dall’oblio questa parte della storia di Roma, sono di fatto ancora pochissimi gli studi scientifici che si sono veramente interessati a quel periodo. A conti fatti esisteranno sì e no a mala pena una decina di testi tra libri e riviste che hanno cercato di ricostruire quegli anni, interrogando il successo dell’Estate romana nella sua complessità e analizzandola nei suoi risvolti politici, urbanistici e storici[7]. Se infatti ‘il fenomeno di Nicolini come Assessore alla Cultura’ è prettamente incastonato in quella particolare costellazione storica della fine degli anni ’70 e inizio anni ’80 che ha reso indubbiamente unica e irripetibile quella stagione, ciò non toglie, a noi posteri, il compito di indagare quella miscela per cercare di riproporla in una nuova versione aggiornata, riveduta e corretta al tempo presente, come del resto è stato ribadito appena qualche mese da un articolo pubblicato per il Corriere della Sera in cui l’autore, Maurizio Caprara coraggiosamente evocava un intervento creativo, innovativo e visionario alla Renato Nicolini, “uno scatto analogo di reni” per risollevare le sorti della cultura a Roma in epoca di Coronavirus e Post-Coronavirus[8].

Ma questa Amministrazione, annunciando Romarama, non mi sembra assolutamente intenzionata a proseguire questo cammino, preferendo dunque ancora una volta dissipare e sprecare l’ennesima cosa buona presente nella città. Anzi, essa sembra piuttosto intenzionata a volersi frettolosamente liberare dal confronto (scomodo) con il passato, disfacendo e buttando giù a caso, come un bambino, qualsiasi costruzione che appare alla sua vista, dimostrandosi in questo del tutto incapace di discernere ciò che di buono si era costruito e sedimentato nel tempo da quello che invece deve essere cambiato per far spazio a una nuova visione di città.   Ma qualsiasi teoria psicologica a buon mercato insegna che non ci si può liberare del passato senza prima aver fatto i conti con esso.  E su questo punto, in quanto figlia, permettetemi di darvi dei consigli. Non è stato facile neanche per me confrontarmi con la figura di mio padre, con quel padre assente privatamente e presente pubblicamente, capace di stupire con poco e di farsi perdonare anche le carenze più evidenti grazie alla sua ironia e al suo sorriso. Eppure dalla sua morte in poi, come capita in qualsiasi elaborazione del lutto, ho cercato di ricostruire diversi passaggi per cercare di appropriarmi di ciò che avrei voluto conservare e ciò che invece avrei voluto dimenticare. Permettetemi allora di mettervi a parte delle mie riflessioni sul segreto del successo dell’Estate romana, riflessioni che non hanno assolutamente la pretesa di indicare una via quanto piuttosto di mostrare principalmente un atto di cura nei confronti di un padre che non c’è più, come capita a tutte quelle persone che si vogliono prendere cura del proprio passato.

Tre sono stati, a mio giudizio, gli elementi decisivi che, cristallizzandosi tra di loro, hanno dato vita a quell’esperienza generazionale unica e irripetibile dell’Estate romana dal 1976 al 1985: a) il suo carattere di novità; b) l’energia immaginativa che ha saputo sprigionare e c) quella che si potrebbe definire come la creazione di una cittadinanza pubblica felice.

Iniziamo allora dal primo elemento: il novum che la manifestazione dell’Estate romana, ai suoi inizi, ha saputo creare. Roma, con le sue bellezze archeologiche, alla fine degli anni ’70 era infatti una città sì in forte espansione ma anche in profondo cambiamento: la sua periferia cresceva esponenzialmente e non tutti i cittadini avevano accesso ai suoi tesori nascosti, situazione in fondo non dissimile da quella di oggi. Inoltre, proprio perché bisognosi di tutela, i suoi beni archeologici erano come avvolti da una patina dorata, in fondo patrimonio di poche persone colte in grado di usufruire e godere della loro visione. Non a caso allora, la prima manifestazione che apre l’Estate romana, segnandone fin da subito il suo successo, si svolge proprio al centro della città di Roma, dentro la Basilica di Massenzio, spazio non nuovo di per sé ma fino ad allora utilizzato dall’Accademia di Santa Cecilia per i suoi concerti estivi[9]. Con la rassegna cinematografica Cinema epico, svoltasi dal 25 Agosto al 18 Settembre 1977 “un luogo considerato di élite, riservato ai colti e dunque ai pochi”[10] viene aperto, per la prima volta, a un pubblico più ampio che, attratto da un’offerta culturale variegata, entra, spesso per la prima volta, proprio nel suo centro storico, instaurando così un forte legame di appartenenza con la città e la comunità dei suoi abitanti. Il primo segreto dell’Estate romana ha poggiato dunque in prima istanza sulla possibilità di questo incontro inedito tra classi sociali diverse, in cui i gusti culturali invece di creare barriere hanno fatto da apripista, invitando le persone a interagire gli uni con gli altri invece che circoscrivere ognuno nel suo recinto abitativo e culturale. Quel mix sapientemente dosato di “cultura alta” e “cultura bassa” è riuscito a gettare un ponte tra immaginari sconosciuti, portando la periferia in centro e il centro in periferia. Anzi, direi di più, dissolvendo in qualche modo, anche se solo per una sera, la distinzione tra centro e periferia.

E con questo passo al secondo elemento, quello dell’immaginario collettivo. Attraverso la proiezione notturna sul grande schermo resa possibile da allestimenti effimeri in luoghi inusuali della città si è andati a lavorare proprio sull’immaginario, evocando sogni e desideri nascosti in ognuna e ognuno di noi. Rivivere la grande città di notte, d’estate, in un tempo diverso da quello della routine quotidiana apre di per sé lo spazio urbano alla meraviglia, allo stupore di fronte all’inconsueto, all’altro da noi, a ciò che non si è ancora mai visto. Vedere al Colosseo su tre schermi costruiti appositamente il Napoleon di Abel Gance, un film muto della durata di 4 ore, accompagnato dall’Orchestra dell’Opera di Roma sotto una pioggerellina leggera è sicuramente un’esperienza rarefatta, al limite tra la realtà e l’immaginazione. E proprio questo senso di meraviglia che la comunità urbana può evocare è alla base di quell’esperienza del “meraviglioso urbano”[11] con cui mio padre amava descrivere quell’incontro inaspettato tra la città, i suoi luoghi e i suoi abitanti che è anche un incontro/scontro di sogni, aspettative, progetti, opinioni e punti di vista che rendono viva la comunità urbana. Con l’Estate romana, come ha ricordato proprio Jack Lang, dopo la proiezione del Napoleon al Colosseo: “c’era la sensazione che quello che Renato chiamava “meraviglioso urbano” fosse proprio realtà[12]“. Dunque qui, nel secondo segreto, si ha a che fare principalmente con un intervento culturale che gioca tra la città e la sua proiezione, proponendo coraggiosamente delle visioni urbanistiche capaci di modificare poi di fatto non solo l’immaginario personale di ognuna e ognuno di noi ma anche la composizione urbana della città stessa. Ricordiamo infatti che dopo il successo di Massenzio al Colosseo è stata pedonalizzata l’area accanto al Colosseo, togliendolo alla sua funzione di rotatoria spartitraffico così come in seguito alla creazione di parco Centrale a via Sabotino è stata impedita l’ennesima speculazione edilizia per destinare l’area a parco pubblico.

E infine eccoci giunti al terzo e ultimo ingrediente segreto: l’attivazione di una esperienza culturale di felicità pubblica che è stata in grado di creare una comunità di cittadine e cittadini innamorati della propria città, andando oltre il concetto di mera cittadinanza. L’esperienza dell’Estate romana è diventata un’esperienza generazionale proprio perché ha permesso di sperimentare insieme una forma di “felicità pubblica”, di “appartenenza gioiosa” alla città di Roma nel suo complesso, così come è stata in fondo espressa da Lucio Dalla nella canzone “La sera dei miracoli” dedicata alla Roma nicoliniana delle Estati romane[13]. Una sera d’estate, una sera di gioia, una sera in fondo dove tutto è possibile e in cui si guarda avanti, fiduciosi in un futuro prossimo che ancora non è arrivato ma che arriverà.  Un momento di gioia collettiva in cui ci si riscopre amanti di questa città meravigliosa, antica, rinascimentale, barocca e moderna allo stesso tempo in grado di stupire e affascinare come nessun’altra città del mondo.  E lasciatemelo dire proprio con lo sguardo di chi ormai trasferitosi all’estero guarda Roma con incantata nostalgia.

Cancellare l’Estate romana significa allora seppellire l’ennesimo tesoro nascosto di questa città, non amarla, lasciarla incustodita e alla mercé di qualsiasi offerente, farla diventare un ennesimo contenitore senz’anima che deve essere riempito per intrattenere il turista e il cittadino qualunque. Come in qualsiasi altra città del mondo. Per favore, non fatelo! Lasciate Roma ancora in grado di stupire, di far innamorare di sé anche le sue cittadine e i suoi cittadini e soprattutto di mostrarsi nella sua unicità spettacolare in una calda sera d’estate[14].

Immagine: Oh Maggio a Nicolini di Giuseppe Rebecchini. Per gentile concessione di Marta Calzolaretti

[1] Luca Bergamo, Perchè siamo oltre l’Estate romana, La Repubblica 23/06/2020 leggibile online al seguente indirizzo: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2020/06/23/il-nostro-obiettivo-oltre-leredita-dellestate-romanaRoma11.html

[2] Rimando per questo gioco di parole a Christian Raimo e all’articolo di Cecilia Gentile, Le polemiche sull’estate romana. Raimo:“scelte elitarie, periferie sole, roma grama! Pubblicato su La Repubblica il 22/06/2020 leggibile online al seguente indirizzo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/06/22/news/la_polemica_sull_estate_romana_raimo_scelte_elitarie_periferie_sole_roma_grama_-259861196/

[3] Qui rimando al libro di Renato Nicolini, Estate romana. 1976-1985: un effimero lungo nove anni, Città del Sole, Cosenza, 2011.

[4] E qui basta riferirsi al fatto che Jack Lang, Ministro sotto Mitterand colpito dall’Estati romane nicoliniani, assegnò a mio padre il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres oltre che a dichiarare in più occasioni di essersi ispirato a Nicolini durante la sua mministrazione in particolare per la creazione della Fete de la Musique a Parigi.

[5] Espressione utlizzata da Filippo Celata in un articolo che sarà pubblicato sul numero 5/2020 di Micromega in edicola a partire dal 23 luglio.

[6] http://www.archiviocapitolino.it/eventi.php?page=4&eid=43

[7] Per avere una breve panoramica degli studi più recenti faccio riferimento ai seguenti testi: A.A.V.V. Massenzio ’77-’79. Tendenze urbane. Il programma completo della manifestazione, Castelvecchi, Roma 1997; A.A.V.V. Sentieri Selvaggi Magazine, Il desiderio di essere inutile. Renato Nicolini, l’intellettuale 2.0, Magazine n.3 settembre/ottobre 2012; Federica Fava in Federica Fava, L’Estate romana. Tempi e pratiche della città effimera, Quodlibet, Macerata, 2017; Guido Panvini et Ottavia Nicolini, ˂LL’Estate romana contro il terrorismo˃, Laboratoire Italien, 22, 2019 leggibile online al seguente indirizzo:  https://journals.openedition.org/laboratoireitalien/2721;  Camilla De Boni, Massenzio 1977-1985. Mito e poetica del meraviglioso Urbano, tesi di Dottorato in Paesaggi della città contemporanea, Università degli Studi di Roma Tre, Dipartimento di Architettura, A.A: 2018-19 di prossima pubblicazione presso la casa editrice Libria di Melfi.

[8] Maurizio Caprara, Coronavirus a Roma, da Nicolini un esempio per salvare la cultura publicato su Il Corriere della Sera, 24/04/2020 e leggibile al seguente indirizzo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/20_aprile_24/modelloper-salvare-cultura-9852c4fe-857b-11ea-b71d-7609e1287c32.shtml?refresh_ce-cp

[9] Come ricorda Federica Fava in Federica Fava, L’Estate romana. Tempi e pratiche della città effimera, Quodlibet, Macerata, 2017, p.53

[10] “[…] Massenzio, come luogo dei concerti estivi dell’Accademia di Santa Cecilia, era invece un luogo considerato di élite, riservato ai colti e dunque ai pochi. Molti allora vi entrarono per la prima volta”, Renato Nicolini, L’architettura dell’immateriale, in Massenzio ’77-’79. Tendenze urbane. Il programma completo della manifestazione, Castelvecchi, Roma 1977, pp. 26-27

[11] L’espressione meraviglioso urbano è stata coniata proprio da mio padre per descrivere la sua Estate romana. Per saperne di più rimando al suo articolo Il meraviglioso urbano, pubblciato in L’effimero teatrale, alla puntata televisiva condotta da Gianni Minoli di La Storia siamo noi. Massenzio: meraviglioso urbano visibile a questo link: http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/video/massenzio/1158/default.aspx

[12] Jack Lang, Prefazione,  in Renato Nicolini, Estate romana. 1976-1985: un effimero lungo nove anni, Città del Sole, Reggio Calabria, 2011, p.16

[13] Roma.fanpage.it/il-significato-della-canzone-che-lucio-dalla-ha-dedicato-a-roma-la-sera-dei-miracoli/

[14] Per chi volesse approfondire il periodo dell’Estate romana rimando alla prossima iniziativa che si terrà a Casetta Rossa il 10/07/2020 dove nel coros della serata verrà proiettato il documentario „Ciao Renato!“ di Cristina Torelli, Paolo Luciani e Roberto Torelli a cui seguirà una tavola rotonda dedicata a Renato Nicolini e alla sua visione rivoluzionaria di città. Per maggiori informazioni rimando al seguente indirizzo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/06/27/news/roma_un_mese_tra_incontri_musica_e_cucina_a_casetta_rossa_inizia_l_altra_estate-260381259/

Aperte le iscrizioni al Laboratorio di accompagnamento alla visione critica – Teatro Petrolini di Ronciglione, 1, 2 e 3 novembre 2019

Ottobre 2nd, 2019 by
Durante la tappa semifinale della XIII edizione del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti”, che si svolgerà al Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione (Vt), venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 novembre, sarà attivato un Laboratorio di accompagnamento alla visione critica.
Il Laboratorio è aperto a tutti gli spettatori e, in particolare, agli studenti di Accademie, Università e delle quarte e quinte classi delle Scuole Superiori.
Condotto da un esperto di teatro e arti performative, nel corso del Laboratorio si vedranno i 19 studi scenici semifinalisti (15 minuti ciascuno) candidati al Premio e se ne analizzeranno forme e linguaggi, attraverso il confronto e la discussione. Un’occasione per arrivare a una maggiore comprensione delle opere allestite e delle tematiche di cui sono portatrici, anche per i non addetti ai lavori e per gli spettatori occasionali.
Per partecipare non è richiesto alcun requisito particolare.
L’iscrizione e la partecipazione al Laboratorio è gratuita e aperta ad un massimo di 20 persone.

LABORATORIO DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA VISIONE CRITICA
Teatro Comunale Ettore Petrolini
via Sutri, 1 – Ronciglione (Vt)

Orari di svolgimento

venerdì 1 novembre ore 15-20
sabato 2 novembre ore 15-20
domenica 3 novembre dalle ore 15-18

Info:
Elisabetta Mancini
3476994123
elisabettamancini@tuttoteatro.com

Iscriviti al laboratorio di guida alla visione critica (Semifinale)

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DONA IL TUO 5 X MILLE A TUTTOTEATRO.COM

Maggio 17th, 2019 by

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Info: www.tuttoteatro.com

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Immagini Assenza, presenza, trasparenza

Settembre 17th, 2018 by

Fuoco, focherello…

Dicembre 30th, 2017 by

entrature work in progress

Settembre 18th, 2017 by

Lavori in corso per Tuttoteatro.com nella sede di Via Campobasso….

Ritorna a Spinaceto Assenza, Presenza, Trasparenza #officinaestate

Settembre 11th, 2017 by

Venerdì 15 settembre alle ore 21:00

Largo Nicolò Cannella, 00128 Roma RM, Italia

 

INCONTRO MENTI LOCALI/RITORNO A SPINACETO

Un progetto di Luigi Coppola e Davide Franceschini in collaborazione con gli studenti del Liceo Scientifico e Linguistico Ettore Majorana, a cura di Adrienne Drake e Cecilia Canziani, prodotto da Fondazione Giuliani e MIBACT (Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane)

 

a seguire

 

TUTTOTEATRO.COM

in mancanza dei Premi “Dante Cappelletti” e “Renato Nicolini”

presenta

ASSENZA, PRESENZA, TRASPARENZA

spazio scenico di Marcello Sambati

elaborazione sonora#1 di Antonia Gozzi

elaborazione sonora#2 di Martux_M-Maurizio Martusciello

Con elaborazioni sonore da più di 30 contributi di artisti che hanno partecipato ai dieci anni del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti, sono state elaborate due diverse opere musicali da Antonia Gozzi e Martux_M-Maurizio Martusciello. Firma lo spazio scenico, offrendo al pubblico una rara occasione di partecipazione e responsabilità, il maestro della scena da oltre 40 anni Marcello Sambati.

officina_estate

Assenza, Presenza, Trasparenza

Marzo 2nd, 2017 by

Lunedì 6 marzo 2017 ore 19.00

TEATRO INDIA

TUTTOTEATRO.COM
in mancanza dei Premi “Dante Cappelletti” e “Renato Nicolini”
presenta
ASSENZA, PRESENZA, TRASPARENZA
spazio scenico di Marcello Sambati
elaborazione sonora #1 di Antonia Gozzi
elaborazione sonora #2 di Martux_M-Maurizio Martusciello

L’Associazione Tuttoteatro.com, in collaborazione con il Teatro di Roma, lunedì 6 marzo alle 19.00 al Teatro India, presenta Assenza, presenza, trasparenza, evento unico con elaborazioni sonore di Antonia Gozzi e Martux_M, e con Marcello Sambati autore dello spazio scenico, un’opera nata dalla chiamata di artisti per denunciare l’impossibilità di dare vita all’edizione 2016 del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti”.

Sono 30 i contributi vocali che gli artisti hanno deciso di donare a questo progetto: Athopos, Bartolini/Baronio, Fiora Blasi, Gigi Borruso, Carrozzerie Orfeo, Francesca Cola, Roberto Corradino, Antonello Cossia, Romina De Novellis, Alessandra Di Lernia, Daria Deflorian, Pietro Faiella, Mirko Feliziani, Frosini/Timpano, Salvo Lombardo, Lucilla Lupaioli, Adriano Mainolfi, Mario Mantilli, Rosario Mastrota, Pierpaolo Palladino, Marilù Prati, Gianluca Riggi, Maurizio Rippa, Roberto Rustioni, Federica Santoro, Giulio Stasi, Sabine Uitz, Teatro Dallarmadio, Elena Vanni e Teatro Forsennato, a cui si aggiungono registrazioni delle voci di Renato Nicolini e Dante Cappelletti.
L’opera, che prende il titolo dal convegno che concluse nel 2004 la prima edizione del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti, nasce dalla convinzione di non poter accettare di sospendere l’attività e cancellare un prezioso osservatorio sulle arti sceniche (della giuria hanno fatto parte Aggeo Savioli, Renato Nicolini, Roberto Canziani, Gianfranco Capitta, Massimo Marino, Laura Novelli, Attilio Scarpellini, Mariateresa Surianello) che tanta visibilità ha dato a progetti di spettacolo di artisti e compagnie sparsi in tutta Italia. Negli ultimi due anni, il disinteresse, le alternanze politiche e i vuoti istituzionali, in particolare, romani ci hanno costretti a rimescolare i tempi di svolgimento e la consueta cadenza del Premio. «Vogliamo sganciarci da questa deriva – dichiara Surianello, ideatrice e direttrice del Concorso – e, insieme alle donne e agli uomini che dell’arte scenica hanno fatto una pratica quotidiana, incidere nel presente col segno del nostro operare». Abbiamo chiesto in questo atto di resistenza e non pentimento (“Non ho mai voglia di pentirmi” si è chiamata la campagna di crowdfunding lanciata sul sito Tuttoteatro.com) due differenti elaborazioni sonore di musicisti raffinati come Antonia Gozzi, compositrice, Antonia Gozzipianista, performer che ha composto ed eseguito pezzi per il teatro approfondendo il rapporto parola-suono (D. Dimitriadis, L. Gozzi, O. Py, J. Pommerat, A. Demattè, ecc.), lavorando con compagnie teatrali e produzioni in Italia e all’estero (T.N.E., Arena del Sole, Théâtre de l’Odéon, Scène National D’Orleans, Compagnie des Orties, ecc.), e Martux_M (Maurizio Martusciello) compositore, Martux_M-1produttore, sound designer e percussionista italiano che lavora con i più grandi musicisti in tutto il mondo. Sua la composizione delle musiche della performance XXYY & Martha@20 che viene presentata in questi giorni al New York Live Arts da Richard Move, in omaggio a Martha Graham. Ha collaborato con Giorgio Battistelli, Arto Lindsay, Danilo Rea, Markus Stockhausen e moltissimi altri. E’ stato direttore artistico per tre anni di Sensoralia, rassegna di arte elettronica audiovisiva del Romaeuropa Festival, e ha partecipato alla Biennale Musica di Venezia con il progetto X-Scape.

Marcello SambatiFirma lo spazio scenico di questo Assenza, presenza, trasparenza, offrendo al pubblico una rara occasione di partecipazione e responsabilità, il maestro della scena da oltre 40 anni Marcello Sambati, artista eclettico e sensibilissimo poeta, regista, coreografo, animatore di laboratori e fondatore di teatri. A Roma, dagli anni 70, ha presentato più di 30 spettacoli con una coerenza artistica e poetica invariata dalle prime installazioni fino alla Trilogia delle Tenebre e al Natura Requiem, da Dark Camera al Campo Barbarico, dal Teatro Furio Camillo a Tuscania, fino agli odierni laboratori e alla Scuola Oscena di Catania.
Qui propone un’installazione che celebra il teatro e la sua caducità. Tutti sono invitati a coltivare il fiore del teatro, in un giardino aperto e senza recinzioni.

Non c’è spazio per il pentimento in questo incontro che vuole solo far brillare e celebrare il teatro e l’ostinata presenza dell’agire artistico.

Lunedì 6 marzo, ore 19.00
Ingresso libero
TEATRO INDIA
Lungotevere Vittorio Gassman – Roma
www.tuttoteatro.com


——————————-
Carla Romana Antolini
via Cosimo Morelli, 9 00128 Roma
cell. 393 9929813
mail crantolini@gmail.com
pec: carla_romana.antolini@cert.odg.roma.it

Oggi dopo la scuola (Tänään koulun jälkeen)

Dicembre 1st, 2016 by

TTassociazione grandeminu

 

 

debutto nazionale dello spettacolo di Janne Kinnunen e Eino Saari

ore 18:30

lunedì 5 e martedì 6 dicembre 2016

Aula Columbus – Università Roma Tre

Via delle Sette Chiese 101/d

2-foto-di-michele-tomaiuoli-oggi-dopo-la-scuola-regiaeino-saariOggi dopo la scuola

(Tänään koulun jälkeen)

di Janne Kinnunen e Eino Saari

regia Eino Saari

con Janne Kinnunen e Matias Nieminen

musiche Matias Nieminen

costumi Pirkko Paananen

 

L’Aula Columbus dell’Università Roma Tre ospita, nella giornate del 5 e del 6 dicembre (ore 18:30), il debutto nazionale dello spettacolo finlandese Oggi dopo la scuola (Tänään koulun jälkeen), prodotto dal Teatro Comunale di Kajaani e dal Collettivo Teatro Vaara, con la regia di Eino Saari che ne è anche autore, insieme all’attore Janne Kinnunen.

Il lavoro, che tratta lo scottante tema del bullismo, purtroppo molto attuale anche in Italia, ha trovato grande successo di pubblico in Finlandia, con oltre 250 repliche in meno di due anni, molte delle quali allestite nelle scuole.

Per la scrittura del testo i due autori, che sono partiti dall’esperienza vissuta dallo stesso Janne Kinnunen, hanno scelto un linguaggio realistico, a volte duro e provocatorio, con virate nel slapstick su sonorità punk.

Come accade di consueto, anche a Roma, dopo lo spettacolo, il regista e gli attori si intrattengono con gli spettatori, sollecitando un dibattito che possa favorire il confronto su questo argomento. Il bullismo, che riempie quotidianamente le pagine di cronaca, in Finlandia come in Italia, si è trasformato con la diffusione di internet tra i giovani e i giovanissimi in un strumento di tortura dagli esiti mortali.

Lunedì 5 dicembre, ad aprire il pomeriggio nella Columbus (ore 17:00) sarà l’incontro interculturale tra Finlandia e Italia, in particolare, sulla funzione dell’arte e del teatro nei processi di inclusione e di trasformazione sociale. Condotto da Eija Tarkiainen (presidente dell’Associazione italo-finlandese Minuksi), l’incontro vedrà, tra gli altri, la partecipazione di Krista Mikkola (storica dell’arte, presidente onoraria della Bjcem – Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo), Eino Saari (autore e regista di Oggi dopo la scuola), Carla Romana Antolini (giornalista, Officina delle Culture), Michela Becchis (critica d’arte, Officina delle Culture) e Mariateresa Surianello (giornalista, direttrice del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti). Nel corso del dibattito sarà presentato il catalogo della mostra fotografica sul Premio Cappelletti, allestita negli spazi della Columbus fino a martedì 6 dicembre.

Oggi dopo la scuola è inserito nel progetto “Fuoco, focherello… ovvero quale teatro per Roma Tre”, ideato da Michele Tomaiuoli, in collaborazione con Tuttoteatro.com Ass.cult.e Minuksi A.p.s., nell’ambito delle iniziative culturali e sociali autonome proposte dagli studenti (A.A. 20152016). Finanziato dall’Università degli Studi Roma Tre, con delibera del 27/10/2015, ai sensi della legge 429/85, “Fuoco, focherello… si è avviato, lo scorso 14 ottobre, con l’incontro sulla figura di Dante Cappelletti, studioso, critico teatrale e docente universitario tra i fondatori del Dams di Roma Tre, nel ventennale della sua morte, e con l’inaugurazione della mostra dagli archivi del Premio a lui dedicato. Lo scopo è quello di divulgare l’arte teatrale contemporanea e lo scambio culturale tra Italia e Finlandia, Paese più volte visitato dallo stesso Cappelletti. “Fuoco, focherello…” si chiude martedì 6 dicembre con la replica di Oggi dopo la scuola

.

Lo spettacolo è in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero, fino a esaurimento posti.

Info: 366.3334244

www.tuttoteatro.comwww.sarastusforum.it

Facebook: Fuoco, focherello

Una mostra e un incontro per Dante Cappelletti

Ottobre 10th, 2016 by

TTassociazione grandeminu

Venerdì 14 ottobre ore 16.00

Aula Columbus Università Roma Tre

Via delle Sette Chiese 101/d

Inaugurazione mostra fotografica

dall’archivio del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti

Incontro per il ventennale della morte di Dante Cappelletti

interventi di:

Raimondo Guarinoordinario di Discipline dello Spettacolo Università Roma Tre

Paolo Ruffinioperatore culturale, studioso di live arts

Attilio Scarpellini – saggista e critico teatrale

Claudia Sorace – regista e fondatrice Compagnia Muta Imago

Maria Vittoria Tessitore – studiosa di teatro e collega di Dante Cappelletti presso il Dams Roma Tre

coordina Mariateresa Surianello – direttrice del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti

Parteciperanno alcuni degli artisti selezionati nelle undici edizioni del Premio

Venerdì 14 ottobre, una giornata dedicata a Dante Cappelletti, a venti anni dalla sua scomparsa, inaugura il progetto Fuoco, focherello… di Michele Tomaiuoli, in collaborazione con l’Ass. Tuttoteatro.com e l’Aps. Minuksi, iniziativa autonoma degli studenti finanziato dall’Università degli Studi Roma Tre ai sensi della legge 429 dell’85.

L’evento ha lo scopo di diffondere e divulgare una parte significativa della più recente produzione teatrale nazionale di ricerca, partendo dalla figura di Dante Cappelletti (Piancastagnaio 1946 – Roma 1996), critico teatrale, docente dell’Università Roma Tre e studioso di teatro contemporaneo, fino alle attività proposte dal Premio a lui dedicato per il sostegno a nuovi progetti di spettacolo. Si tratta di un’iniziativa espositiva ed editoriale con l’allestimento di una mostra fotografica e relativo catalogo di foto di scena provenienti dal materiale di archivio del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche, in occasione del ventennale della scomparsa dello studioso. Con Mariateresa Surianello, direttrice del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti e coordinatrice dell’incontro, saranno presenti: Raimondo Guarino (ordinario di Discipline dello Spettacolo nell’Università Roma Tre); Paolo Ruffini (operatore culturale, studioso di live arts); Attilio Scarpellini (critico teatrale); Claudia Sorace (regista Compagnia Muta Imago); Maria Vittoria Tessitore (studiosa di teatro e collega di Dante Cappelletti presso il Dams Roma Tre) e alcuni degli artisti selezionati nelle undici edizioni del Premio.

Con l’intento di promuovere lo scambio interculturale tra Italia e Finlandia, il progetto Fuoco, focherello… proseguirà il 5 e 6 dicembre 2016 con la presentazione dello spettacolo in finlandese con soprattitoli in italiano Oggi dopo la scuola (Tänään koulun jälkeen), con la regia di Eino Saari. Per il tema trattato – il bullismo – la messinscena, replicata in Finlandia oltre 250 volte, si conclude con un dibattito, moderato dalla presidente dell’ass. Minuksi Eija Tarkiainen, tra pubblico in sala e attori, i quali hanno contribuito alla scrittura del testo. In queste giornate verrà anche presentato il catalogo della mostra dall’archivio del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti.

Ingresso libero

Venerdì 14 ottobre, ore 16.00

Aula Columbus, via della Sette Chiese, 101/d

Info: 366 3334244

pagina fb https://www.facebook.com/fuocofocherelloromatre/

Tuttoteatro.com www.tuttoteatro.com

Minuksi www.sarastusforum.it

Ufficio stampa

Carla Romana Antolini
393 9929813
crantolini@gmail.com