Roma – Prima che il Teatro India – lo spazio acquisito dal Teatro di Roma l’anno passato – riapra con la lunga programmazione dedicata all’Odin Teatret due appuntamenti avviano questa sua fase primaverile. E sono appuntamenti rivolti allo spazio urbano e alla sua trasformazione attraverso l’arte e – almeno nei propositi – l’interazione con l’altro, lo straniero, l’immigrato, il nomade.
L’ex fabbrica della Mira Lanza, che già lo scorso autunno si era fatta palcoscenico di alcuni dei maggiori eventi ospitati in quei giorni nella Capitale, si prepara al mese di spettacoli, dimostrazioni di lavoro, seminari, mostre e incontri con Eugenio Barba e gli attori dell’Odin assaggiando un progetto dedicato all'”arte contemporanea giovane”. Proposto dal Teatro di Roma insieme con la Fondazione Adriano Olivetti, il programma si svolgerà in due serate, il 19 e il 20 aprile, la prima delle quali con l’emblematico titolo Un percorso verso il Teatro India. Gli interventi e le performance di Chyoko Miura, Daniela Prego, Sara Rossi, Stalker e Alberto Jacovoni saranno preceduti da un percorso – come da titolo – che partendo da Campo Boario (dove è in corso Xenobia, la città, gli stranieri e il divenire dello spazio pubblico, promosso dall’Accademia di Francia e dalla Fondazione Olivetti), e passando per il Mattatoio, le aree industriali limitrofe e il Tevere, raggiungerà l’India. Oltre ad una cena offerta da un gruppo di curdi, all’interno della serata è in programma anche la proiezione di The Chelsea Girl di Andy Warhol del 1966 (un appuntamento de “Il sipario strappato” a cura di Enrico Ghezzi e Stefano Francia).
La sera del 20, invece, nella sede della Fondazione Olivetti si inaugurerà la mostra Jnsights. Sguardi azioni tra spazio pubblico e privato, che resterà aperta fino al 10 maggio.
“Un mese con l’Odin Teatret” si apre il 25 aprile (repliche 26 e 27) con lo spettacolo Dentro lo scheletro della balena, per proseguire (dal 28 aprile al 14 maggio) con Mythos – rituale per il secolo breve, entrambi con drammaturgia e regia di Eugenio Barba.